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Giu

Tucci, Maraini e la bella principessa del Gangtok in Tibet: intervista a Fosco

Mi sono chiesta come mai Tucci e Maraini dopo la spedizione del 1948 si detestavano, benché Maraini lo avesse accompagnato in qualità di aiuto-fotografo nelle spedizioni in Tibet del 1937 e del 1948.

Tre anni fa, durante un’estate torrida, ho intervistato Fosco Maraini. Aveva quasi novant’anni ma era ancora bellissimo e pieno di sensualità, aveva un che di maschio — per dirla con lo stile del Ventennio — che metteva quasi in imbarazzo. Sono andata nella sua stupenda villa che domina Firenze, un misto fra casa padronale, Tibet e Giappone, immersa nel verde del parco a olivi terrazzato e incolto. Mi aspettava seduto in fondo alla stanza in una poltrona che somigliava a un trono. Il suo stile e la sua gentilezza affogavano nei bagliori degli occhi irridenti e ironici, mitigati solo dal fondo mite. Mi aspettavo un vecchio: ma nella penombra ho percepito un uomo, un vero uomo.

Fosco Maraini (c) www.caifirenze.it/articoli/fosco1.asp

Ma perché Tucci ce l’aveva tanto con lei? E’ cosa ben risaputa, professore, e quando ne ho parlato con XY mi ha detto che era per una questione con una donna.

Lui mi guarda e si mette a ridacchiare, divertito o, forse, è solo un sorriso — ma allegro, leggero, da bambino che è stato premiato. E’ manifestamente orgoglioso per quello che gli ho detto.

Sarà per la principessa Pema Chöki Namgyal, il “Loto della Fede Gioiosaâ€?, sa, la seconda figlia del Maharaja di Gangtok. Aveva 22 anni ed era intelligente e altera. Quanto era bella poi, delicata e bella come un fiore di montagna. Sa, fra noi c’era una certa qual simpatia e questo Tucci non lo poteva sopportare. Ma ne ho parlato spesso in tutti i miei scritti sul Tibet. Li ha letti? Li legga, li legga…

Io non ho il coraggio di dirgli che ho diverse sue cose ma stanno ancora lì, intonse, sulla mia scrivania.

Anche quando ci siamo incontrati di nuovo, al ritorno, stavamo sempre da soli, sa… La Principessa non amava particolarmente Tucci e lo trattava come un ospite di riguardo, ma con freddezza, con distacco. Ma con me no, con me era molto diversa. Che nostalgia ho di lei…

I bagliori dello sguardo — mentre la cortesissima moglie Meiko era andata di là a portare il pacco di pasticcini che ho portato e chiedere il the — fanno a gara con quelli del fuoco. Sarà Pema, e sarà anche che aveva 50 anni di meno…

Ma come, penso io, l’Eccellenza Tucci, il famoso professore, l’uomo potente anche in patria, che era rispettato e temuto da tutti e venerato come un guru dai suoi allievi, era snobbato dalla bellissima Pema?

Pema era educata, parlava benissimo inglese, conosceva l’Occidente. Proprio a Tucci non lo guardava neanche…

Pare davvero soddisfatto.
Abbiamo continuato a parlare fino a che le sue forze si sono affievolite — io ero già morta di caldo e di stanchezza appena messo piede a Firenze.
Così, col passare delle ore, mi ha spiegato il vero motivo per cui lui e Tucci non si sopportarono per 40 anni. Secondo Maraini c’era un’altra, ben più grave ragione…

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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