Mistero svelato: Fosco Maraini e Tucci non si sopportavano perché...
E’ noto che Maraini e Tucci non si sopportassero. La causa? Per anni è stato detto che ci fossero motivi letterari, poi Fosco stesso ha detto che era in parte dovuto alla lotta per conquistarsi il cuore della bella principessa del Gangtok, Pema Chöki Namgyal (nella foto a sinistra).
Ma io so il vero perchè gliel’ho chiesto, l’ho sentito e registrato con la cinepresa, e ho visto anche come me lo ha detto, con che voce, con che occhi.
Maraini ha scritto nel 1951 in Segreto Tibet, il suo libro più famoso, che Tucci fu lâunico fra tutti i partecipanti della spedizione del 1948 a fingersi buddhista, per avere il permesso di entrare a Lhasa da solo. In effetti, ci andò col suo medico Regolo Moise e un fotografo, Pietro Mele, lasciandosi indietro il resto della carovana e l’assistente fotografo Fosco Maraini, che era il vero fotografo. Di Mele, pur ottimo fotografo, Maraini ha detto che fosse stato portato perchè aveva in parte finanziato la spedizione.
Non mi stupirebbe se Tucci lo avesse fatto, per avere un tornaconto di questo genere, anche se al Buddhismo si avvicinò davvero — quel Buddhismo, come scrisse in seguito, dove ognuno è libero e rende conto solo alla propria coscienza.
Nel 1952 Heinrich Harrer scrisse in Sieben Jahre in Tibet: mein Leben am Hofe des Dalai Lama (Sette anni in Tibet: la mia vita alla corte del Dalai Lama) che Tucci aveva chiesto il permesso di entrare nella capitale solo per sé, lasciandosi dietro il resto della spedizione. In entrambi i casi, Tucci avrebbe ingannato qualcuno: o i tibetani oppure i compagni di spedizione.
Anche io ho raccolto una testimonianza, anche se non citerò il nome di chi me l’ha riferita perchè non abbia noie da chi vuole “santificare Tucci”, attribuendogli dei parametri morali e umani che non ebbe, quando si trattava di ricerca, o, semplicemente, da chi vuole omettere certi suoi peccatucci. Un vecchio monaco che ora abita a Dharamsala, che un tempo viveva nella corte del Dalai Lama a Potala, ha detto a questo studioso di mia conoscenza, persona seria, affidabile e senza motivo alcuno di mentire, di essere stato presente quando il Dalai Lama, che al tempo aveva 13 anni, firmava i permessi per entrare a Lhasa per tutti i membri della spedizione del 1948: quindi, Tucci avrebbe escluso intenzionalmente i suoi compagni.
Ma perché Tucci volle entrare a Lhasa da solo? Perchè disse che solo pochissimi erano stati in Tibet prima di lui, e non era vero? Per uno scienziato, entrare per primo in una città proibita, chiusa agli stranieri, significava scoprire e raccontare le cose per primo. à come scoprire per un medico ricercatore scoprire un vaccino: fama, onori e soldi. E non si è mai sentito che dica che il merito è stato del team di scienziati che hanno collaborato colui: il merito è tutto suo.
Tucci aveva assolutamente bisogno di finanziamenti per compiere le sue grandiose spedizioni, che negli anni Cinquanta, con l’occupazione del Tibet da parte della Cina, si volsero alla scoperta del Nepal occidentale.
Così Tucci escluse gli altri: non si faceva questo tipo di scrupoli, se era la sete di arrivare e scoprire che lo spingeva, non diversamente da uno scienziato che si chiuda in laboratorio giorno e notte per scoprire da solo anche un unico elemento utile per la scoperta del vaccino, o un’artista che lavori come un forsennato per creare e allestire mostre personali con elementi stilistici nuovi. Come uno scienziato, come un grande artista.
La smania pittorica di Picasso e il rapporto che aveva con le donne — amate, fissate sulla tela e gettate, come disse sua moglie Olga — non erano cosìdiversi dalla sete di Tucci di scoprire e acquisire prodotti culturali e rielaborarli, fissarli sulla pagina, produrre cultura, mettere insieme biblioteche e collezioni d’arte; a tal fine, il suo prossimo non era che uno strumento.
Tucci fu un grande nel suo ramo, un genio ricercatore, come Picasso fu un genio artista: e l’etica della ricerca non è sempre coincidente con l’etica umana. Come l’etica dell’arte non è etica.
Anzi, spesso l’etica della ricerca non è neanche umana.




Complimenti per il blog…sono un appassionato delle storie che si sono intrecciate tra europei e Tibet prima dei cinesi e cercando altre info su Fosco Maraini ti ho trovato,complimenti ancora! Edoardo
ti ringrazio tantissimo e continua a venire a trovarmi: fra poco altre storie…
ciao!
e dunque perche' i due non si sopportavano?
ah! allora devo fare un sunto..:)
[...] Mistero svelato: Fosco Maraini e Tucci non si sopportavano perché... venerdì 18 agosto 2006 [...]
Non ho trovato il suo nome e il suo cv da 79 pagine, ma le posso dire, senza cineprese e senza registratori, avendo avuto la fortuna di ricevere l'amicizia del Prof. Maraini per circa 30 anni, che lui si sarebbe fatto una bella risata di questo suo giallismo tibetano da blog. Se le serve una prova della mia sicumera, le posso dire che anche l'altra sera ho potuto dormire, a Torre di Sopra, nella camera e nel letto del Professore. Certamente lei avrà intervistato F.M. Sarebbe carino dire in quale momento. Le assicuro che Maraini non solo "sopportava" Tucci, ma che ne aveva un profondo rispetto. Al punto di fare un lungo discorso su di lui negli ultimi tempi della sua vita e con rara lucidità. Per favore, lasci al loro riposo eterno due grandi uomini, due grandi studiosi del '900 e due grandi Italiani. Se ha notizie così importanti sulla loro vita e sul loro rapporto, sicuramente troverà qualche editore interessato a pubblicarle. O adeguate sedi, diverse dal chiacchiericcio dei blog, quale l'assemblea annuale di Aistugia. Non sempre scrivere bene significa ben scrivere. Saluti Thommy
Gentile Thommy, finalmente un vero commento! La ringrazio.
Sarei molto onorata di sapere che Maraini avrebbe fatto una bella risata "di questo giallismo tibetano da blog". L’ho trovato un uomo molto arguto e molto intelligente, oltre che bello — e, d’altronde, lo spirito assume molte forme.
Ho intervistato Maraini nell’estate del 2003 e le assicuro che, aldilà del rispetto che aveva, Maraini ha detto molto altre cose su di lui, a telecamera accesa e ancor più dopo, a telecamera spenta (era finito il nastro, purtroppo). Cose che non solo ho già scritto nelle sedi opportune, e che spero che lei legga, ma che, avendole dette a me, in presenza della moglie e di un’altra persona, decido io a chi dire, se a 5000, 500 o 50 persone, e quando. Se poi le associazioni o gli amici del professore mi invitassero a proiettare il filmino e/o a parlare, ne sarei più che felice, mi creda.
In ogni caso, quello che ho da dire, se lei permette, lo dico dove ritengo più opportuno, specie perché qui sono a casa mia. E’ lei che è venuto a trovarmi.
E come vede il blog non è solo un chiacchiericcio, se permette a lei di parlare e criticarmi e a me di conoscerla — si fa per dire perché di persone col nome oishi ce ne sono tanti in rete.
A proposito, neanche io so come lei si chiami, e il mio cv l’ho recentemente accorciato e limato ed è diventato solo di 34 pagine, non 79!
Nessuno toglie al loro riposo eterno due grandi uomini, ci mancherebbe altro — chi sono io per toglierlo? — ma è proprio il fatto di voler fare l’agiografia di persone che dell’agiografia della loro vita avrebbero riso che disturba: mi creda, Maraini sì che avrebbe riso di questo!
Saluti anche a lei
Non ho parole. Semmai delle pseudo fàn-fòle…
Credo di aver capito chi è l’autrice di questo allegro cultural-blog.
Ha per caso scritto un librettino della sua intervista?
La lascio volentieri alle sue elucubrazioni da sei commenti; compreso il mio.
Si diverta pure tra un Tucci, un Maraini e le fantasie sulla bella Pema, principessa del Sikkim.
Che, penso, avrebbe maggiormente gradito essere ricordata per la donna moderna che era (e che sicuramente Maraini le avrà raccontato prima della fine del suo nastrino) e non come motivo di dissidi tra due italici maschietti.
Non si tratta di agiografare la vita di nessuno. Ridurre il rapporto tra Tucci e Maraini al pettegolezzo (e chissà come mai sua moglie ha dei ricordi diversi dai suoi…) sullo [cut] motivo circa Pema Choki, mi pare sorprendentemente riduttivo.
Se vuole contribuire a diffonderne la conoscenza, perché–dall’alto profilo delle sue 34 pagine di cv–non mette mano ad una critica delle loro opere.
O la IndoTibetica le è indigesta e la storia del Giappone procura poca blogodiens?
E’ così facile pensare di conoscere una persona avendone fatto un’intervista.
Meno male che il suo giudizio è stato positivo sull’arguzia e sull’intelligenza.
Sulla bellezza di un uomo di 90 anni, qualche riserva l’aveva lui stesso.
Lo aggiunga nel suo cv che Maraini ha passato il suo esame; così ci togliamo tutti
una preoccupazione sul giudizio dei posteri.
Non capisco una cosa: prima afferma, ed è sacrosanto, il suo diritto di dire la sua a 5000, 500 o 50 persone. Nobilitando così di assoluto disinteresse il suo operato.
Eppoi, sarebbe felice di essere invitata a mostrare mezza intervista ed a parlare ad una platea più vasta tra associazioni ed amici di Maraini.
Allora, per se o per la gloria?
La libertà di opinione non dovrebbe essere confusa con la libertà di cazzeggio.
Ha ragione sull’essere venuto a trovarla. Non ho suonato il campanello e me ne scuso.
Del resto, come casa privata, i blog hanno porte con parecchi spifferi.
Tolgo il disturbo e torno a leggere di cose un tantino più interessanti delle presunte love stories nel Sikkim.
Cordialmente
Thommy
P.S.
Se conosce qualcuno degli ’amici’ o delle associazioni,
non dovrebbe essere complicato trovare il mio nome.
Gentile Oishi — anche se visto la sua arroganza, sicumera (ammessa da lei stesso) e maleducazione (visto che ho dovuto tagliare le parolacce che ha messo nel suo commento: mi spiace ma sono off limits), darle del gentile è, diciamo, un eufemismo — dicevo, gentile Oishi, mi chiedo perché lei è tanto disturbato dal mio "allegro cultural-blog". Che c’è di male a scriverlo?
Se poi lei ha qualcosa di reale, di documentale, da opporre, è invitato a farlo anche qui: ospito spesso scrittori e studiosi. Scrittori seri, delle associazioni di cui parla. Non ho problemi a farlo anche qui.
Ospito anche lei che è così incarognito con me! Potrei tagliare il suo commento ma non l’ho fatto.
Insomma, perché tutto questo astio contro me e il mio blog?
p.s. Non ho mai scritto alcun *librettino* di alcun genere.
La ringrazio della risposta. Non ho nulla contro il suo blog e contro di lei, che non conosco. Da qualcuno ho imparato che scrivere senza essere documentati non è una buona cosa. Anche pubblicare fotografie coperte da diritto d'autore non è cosa carina. Per la maleducazione, non sono molto d'accordo. A parte che, dato quel che si può oggi leggere anche sui maggiori quotidiani o ascoltare in etere o vedere in video, definire l'aggettivo che ho usato una parolaccia, mi pare una forzatura da 'orsolina'. Del resto, anche '[...]', a voler essere concreti non ha un'etimologia signorile… E, comunque, perdoni, ma non è lei che ha lasciato intendere… che ha fatto immaginare…? O Tucci e Maraini si contendevano il tè delle cinque con la bella Pema? Da quando ho letto il suo blog, ho continuato a dormire serenamente e, quindi, non mi ha disturbato. Non c'è nulla di male a scriverlo, immagino. Se si scrivessero cose veritiere. O tutti abbiamo dormito fino alla sua scoop intevista (la penultima non è una parolaccia). Non ho nulla di reale se non l'esperienza personale di aver ascoltato Maraini - su questi argomenti - diverse volte in 27 anni di intensa frequentazione. E salvo il fatto che lei rischia una querela per diffamazione da parte delle co-eredi Maraini ed anche una denuncia per pubblicazione illecita dell'immagine della principessa Pema. Se vuole, può chiederne i diritti a chi li detiene che è lo Studio Alinari di Firenze. Guardi che non c'è nulla di personale contro di lei e non mi sento "incarognito". Ho trovato persino interessanti, e veritiere stando ai racconti di Maraini, le sue ipotesi sul fatto che Tucci non volle portarsi a Lhasa Fosco Maraini. Abbandoni questa appendice da operetta su Pema. Dopo la guerra, i due erano così in disaccordo che Tucci chiamò nuovamente Maraini, nel '48, per una seconda spedizione in Tibet. Ci fu poi la polemica perché Maraini scrisse, nella prefazione di un suo libro, che considerava Tucci un suo maestro e questi rispose che Fosco avrebbe dovuto rettificare l'affermazione in quanto non aveva mai seguito un suo corso di studi. Maraini non ci rimase affatto bene, perché di quel piccolo uomo, elegantissimo anche nei deserti del Tibet, aveva una stima sconfinata. Da allora, salvo una sorta di rappacificazione un poco tardiva, tra i due sicuramente non corse un rapporto amicale. Sia lei gentile e cerchi di capire i sì ed i no di un uomo di novanta anni che nel 2001 ebbe a soffrire così tanto per la sua salute da non riprendersi mai completamente fino alla sua dipartita. Lei ha fatto un bel regalo a Fosco con la sua intervista che era cosa per lui gradita. Provi a fermarsi lì. Credo che lei veda la mia mail, se si fida ad avere uno scambio meno pubblico, le vorrei raccontare un fatto del maggio 2004 a proposito dei due uomini. Attendo con fiducia cordialmente Thommy
Gentile Thommy,
la foto di Pema sta in rete, è pubblica quindi, ed è lì che l’ho presa. Quindi è un po’ difficile che si possano fare querele.
Mi fa molto piacere, buon per lei che per 27 ha frequentato Maraini, aveva senza’altro molto da dare e da raccontare. E anche la moglie che ho conosciuto è una bella donna e una bella persona. Lei è fortunato.
Essendo persone pubbliche comunque, sia Maraini che Tucci, la gente, io o altri, abbiamo il diritto di scriverne. Documentati — io lo faccio perché sono una studiosa e lo faccio per abitudine — ma anche non documentati, se uno così si sente o pensa di avere qualcosa da dire. Come su ogni personaggio pubblico.
Maraini disse anche a me che Tucci non aveva gradito che lui l’avesse chiamato suo maestro, ma se non erro è in *Segreto Tibet*: che è del 1951, dopo la spedizione del 1948! Quindi, il cattivo sangue scorreva da prima.
Quello che scrivo l’ho sempre ascoltato di persona, o ascoltato da almeno due fonti, di solito più, come insegnano le regole del giornalismo, e poi verificato. La ringrazio comunque della sua preoccupazione per me.
E qui, a casa mia, lo decido io se una parola offende il buon gusto.
Cari saluti!
Proprio non le riesce di giudicare e non essere giudicata e nemmeno criticata. Di Tucci non so, ma di Maraini non ha proprio capito nulla. Fonti o non fonti, studiosa o ignorante. Sull'immagine non ha ragione: se l'ha presa dal sito di Mondadori, si legga il copyright prima di cianciare invano. L'immagine di Pema Chokì è coperta da copyright, come tutte le immagini di Maraini sull'Asia. Del Gabinetto Vieusseux in generale e di una ampia selezione dello Studio Alinari. Lei la lasci nel suo allegro blog e poi vediamo chi aveva ragione. Non sono preoccupato per lei. Anche i personaggi che lei chiama pubblici hanno diritto ad essere tutelati dalle leggi sulla cosidetta privacy. Secondo il suo metro di giudizio, anche il suo blog sarebbe pubblico, ma il suo minimo endocosmo la fa sentire sommo giudice di tutto. Anche della lingua italiana. Scopereccio: pag. 1883 IL DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA di Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli. agg. scherz. Attinente o dedito al sesso: …una signora s. (Der. di [...]). Dia retta e senta un paio, o più, di fonti sull'aggettivo. Vedrà che le farà del bene e scriverà meno c[...] (sempre Devoto - Oli pag. 379). Buona vita da studiosa, da giornalista, da giudice e da… il resto se lo trovi da sola. Addio
[...] Mistero svelato: Fosco Maraini e Tucci non si sopportavano perché... venerdì 18 agosto 2006 [...]
Sono arrivato casualmente su questo blog (casualmente?) . Forse è il posto giusto per cercare risposta a due quesiti ai quali sto cercando risposte da diverso tempo: 1. c'è una leggenda( che ricompare riportata da diverse persone anziane e in diversi luoghi della città) che dice che a Roma ci siano Alberi che siano stati donati alla città (durante il fascismo) dall'imperatore giapponese. Dalle mie ricerche mi risulta una visita di quattro giorni dell'allora ancora principe giovane Hiroito nel 1921 e di una sua donazione alla città di 50.000 lire da spendere in beneficienza. Potrebbe essere che invece che questi alberi donati siano stati opera del rapporto di mediazioni di Tucci o Maraini con Mussolini e la città? 2. Nel Parco del Colle Oppio (sempre a Roma) ci sono due esemplari di Pinus roxburghii, un albero che solitamente cresce nelle alture del Tibet, come mai si trovano a Roma ( c'è n'è un altro a Villa Fiorelli- e tutte e tre le ville sono legate all'architetto Raffaele De Vico che operò molto a Roma negli anni trenta durante il fascismo) sono stati forse un dono fatto da Tucci al duce e alla città. Un saluto e un complimenti per il blog. Antim
Gentile Antimo, la (ti?) ringrazio dell’interesse per questa mia passione.
Ti risponderò in pubblico, visto anche che mi piace moltissimo quello di cui parli nella tua pagina! Torna quindi a trovarmi e/o controlla l’altro mio blog, Orientalia4All.net.
Alle coincidenze casuali io però ci credo poco: ci sarà una ragione per cui sei arrivato qui, di sito in sito, di parco in parco!:)
Ciao, son finita per caso su questo blog e devo dire che l'ho trovato davvero interessante. Poi io sono un po' di parte perchè sono della regione umbria!
Elisa, che male c'è ad essere di parte?:)
Un saluto dall'Umbria!
Saluti
Non ci vuole molto, leggendo Segreto Tibet, a fiutare che Maraini non sopportasse più di tanto il suo maestro; ma pensavo che questo rientrasse nella logica dei rapporti "maestro-allievo" o anche "padre-figlio"; non trovo invece speciale entrare nell'intimo di questi rapporti quando i due protagonisti sono morti e non possono interloquire, ammesso che avessero voglia di partecipare a questo becero clima da gossip. Restano due geni e due grandi scienziati e scrittori. Il resto è fumo, fumo e basta. Francesca, Ferrara (intesa per fortuna come città)
Cara francesca, intanto Maraini non fu mai allievo o discepolo di Tucci. Se leggi degli altri post di questo becero clima di gossip magari lo impari.
Poi io costruisco le cose sui fatti: i documenti che rimangono, scritti e orali, cioè le opere, i documenti storici e le interviste che feci a Maraini.
La vita la storia e l’opera degli scienziati e degli scrittori (non credo Maraini fosse un genio, fu un ottimo brillante scrittore, che è diverso: non fu mai scienziato) si ricostruisce anche attraverso lo studio dei rapporti che ebbero, perché i rapporti e il mondo — dove vissero, che fecero, che subirono ecc. ecc. — influenza l’opera.
Ciao ciao
gentile antimo, gli alberi donati dall'imperatore del giappone erano in viale dell'università. sono stati abbattuti nel 2007 perche vecchi e malati.
Gentile Franco De Luca grazie per la risposta. Ritorno quasi casualmente sul blog, riprendo però le parole di Enrica Garzilli (boh) di un altro post "Alle coincidenze casuali io però ci credo poco: ci sarà una ragione per cui sei arrivato qui, di sito in sito, di parco in parco!:)" e in effetti questo casualmente non è del tutto casuale, domani farò un giro a San Polo dei Cavalieri a trovare un amico e "scopro" che è il paese natale di Giuseppe Tucci. Poi tra dieci giorni stò preparando un incontro dedicato ad un altro grande personaggio , francese, autore di "Mitologia degli alberi" che ha concluso la sua "carriera evolutiva" diventando monaco zen Jacques Brosse. E così altro caso poco casuale visto che qui si parla di buddismo. (L'incontro ci sarà il 3 giugno alla libreria Mel bookstore di via Nazionale) Ma non divaghiamo e arriviamo alla sua risposta. Ho seguito personalmente tutti i movimenti con la relativa battaglia per difendere le albizie di Viale dell'Università. Qualcuno , ma poi non si sa chi. ( o meglio si sa, erano gli anziani oltre i 70 anni) asseriva che le albizie fossero state donate dal principe Hiroito. Addirittura cadde in questo "inganno storico" anche l'assessorato all' ambiente che pubblicò sul suo sito un comunicato "salvate le antiche albizie donate dall'imperatore". In realtà non sono riuscito a trovare "documenti storici" e ancor più fotografici ( foto dell'arrivo degli alberelli e relativa piantumazione). Poi una notizia del genere sarebbe sicuramente passata sui giornali come è successo per i ciliegi donati e piantumati in occasione del cambio di nome di Via Panama in via del Giappone. Ho i titoli dei giornali con la data esatta.Poi dopo la guerra via del Giappone è ritornata Via Panama (Alcuni dei ciliegi originali se in cattive condizioni ci sono ancora). Pertanto mi piacerebbe se dietro alla sua risposta ci fosse anche una testimonianza storica documentabile (magari un testo scritto, una foto una dichiarazione etc etc). Sarebbe sicuramente un notevole documento storico e nell'eventualità di una tale constatazione un'ulteriore rammarico per questo taglio (evitabile) molto seguito dai cittadini che le vivevano (le albizie) nelle loro fioriture estive. Adesso al posto delle albizie ci sono degli olmi. Devo dire però tutti in ottima forma e ringalluzziti nella loro nuova destinazione. Non è così invece per dei Platani piantati nella vicina Piazza Confienza. Un saluto e grazie per la sua risposta Antimo
Antimo, bellissimo che tu sappia davvero tutto degli alberi di Roma!
In realtà San Polo dei Cavalieri è la città natale dell’ultima moglie di Tucci non sua, dove lui si ritirò a vivere da vecchio con lei.
Buon lavoro!
Ciao a tutti e grazie di queste fantastiche discussioni. Mi hanno sempre interessato queste relazioni tra Italia e Giappone e vorrei se possibile porre una domanda. Nel 1936 Tucci fu inviato come ambasciatore di Mussolini in Giappone, si hanno notizie se fosse solo lui o anche altri lo accompagnavano? Si riporta che molti italiani in Giappone fossere al soldo del Giappone stesso come spie e proprio di questo vorrei chiedere. Il famoso Amleto Vespa, spia in Manciuria e studente all'università di Roma, conosceva Tucci? Scusate le mie stupide domande ma mi frullano nella testa da un po'. Inoltre sono anch'io Umbro e ho studiato a Perugia non sapendo che ci fosse una persona così interessante proprio vicino a me. Grazie ancora per la forza e la capacità che metti in questo blog. Ultima domanda sai dove posso trovare foto sul Giappone del periodo 1930-1950? Grazie Rod.
Buonasera! Innanzitutto complimenti per il Suo blog, lo trovo straordinario! Sono una studentessa laureanda in orientalistica ed avrei bisogno di informazioni utili alla stesura dell'ultimo paragrafo della mia tesi: so che Maraini non depositò le sue istantanee delle spedizioni del '37 e '48 all'IsMEO. Mi può confermare e dare una spiegazione di ciò? Fu, forse, dovuto alla questione dei cattivi rapporti che intercorsero tra Tucci e Maraini dopo il '48?
Questo nessuno lo sa. Dovrebbe chiederlo a Maraini stesso ma, come ben sa, è scomparso da qualche anno.