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Tucci scienziato o presuntuoso credente?

sleeping BuddhaUno scienziato, in quanto tale, non dovrebbe assumere posizioni ideologiche fideistiche, cioè con dei presupposti assiomatici, ma aperte e tolleranti, perché la scienza non è fideista. Tucci però fu scienziato e fervente buddhista. Il Buddhismo è religione e un sistema di vita molto congeniale ai suoi studi, specie se interpretato come lo interpretò lui.

Non si sa quando Tucci intraprese la via del Buddha. Infatti, come la maggior parte dei bambini italiani del tempo, fu battezzato nella fede cristiana e nel rito cattolico. Il giornalista A. N. Dar intervistò Tucci dopo il suo pensionamento come presidente dell’IsMEO, nel 1978 – quando era aveva più di 84 anni — per l’Indian Express, uno dei più grandi quotidiani indiani, pubblicato a Delhi, Bombay e Madras. E gli chiese come mai cominciò a interessarsi all’India e al Buddhismo.

Il maestro gli rispose che probabilmente tutto questo era dovuto a una sua vita precedente.

Interpretò però il Buddhismo in modo sui generis. Infatti, vi sono cinque precetti obbligatori per monaci e per laici, per i maschi e per le femmine di qualsiasi scuola, a cui ognuno si deve attenere in modo rigoroso – ma vedremo che Tucci non li rispettò tutti appieno:

Non uccidere alcun essere vivente
Non rubare
Non abbandonarsi alla lussuria
Non mentire o ingannare il prossimo
Non far uso di sostanze inebrianti

Vi sono altri cinque precetti facoltativi, fra cui quello di astenersi da onori e cariche pubbliche, che sarebbe bene osservare. Come studioso Tucci raggiunse le più alte cariche e fu insignito di medaglie e onorificenze. Ma disse il Buddha:

È forse saggio colui che, ormai approdato sull’altra sponda, per una sorta di gratitudine nei confronti della zattera che lo ha salvato dalla corrente, resta a essa attaccato e sempre la porta con sé sulle spalle?

Così il veicolo della dottrina: esso deve essere gettato via e abbandonato una volta raggiunta la sponda dell’Illuminazione. E in modo analogo il credente deve fare con i precetti che sono parte integrante della dottrina, se ha già raggiunto lo stato supremo: se ne deve liberare, rispondendo solo a sé stesso del proprio operato.

Tucci si considerava un illuminato, uno per cui la zattera della dottrina e delle regole non era più necessaria: del suo operato si sentiva di rispondere solo alla propria coscienza.

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