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28
Set

I media al tempo di Mussolini e di Tucci: la xenomania

Istituto LuceI media era completamente in mano al Duce. Oltre al MinCulPop, fondato nel 1937 ma operativo sin dal 1925, e abolito nel 1944, il Regime si serviva anche di altri media come il servizio radiofonico EIAR, l’Istituto Luce per il cinema e e altri enti e organismi nazionali come la SIAE (Società italiana per gli autori e gli editori) e l’Automobil Club.

Nel gennaio 1928 Arnaldo Mussolini fu nominato Vice-presidente dell’EIAR, l’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, nato dall’Unione Radiofonica Italiana (URI), per sottolineare quanto fosse importante per il Duce controllare la radio. La televisione doveva ancora venire.

Sui quotidiani i crimini vennero ridotti a un massimo di una colonna in quinta pagina: in fondo, il Duce aveva riportato l’ordine. Nel 1939 il MinCulPop stabilì che in Italia non avvenivano più suicidi!

I giornali dovevano eliminare i punti di vista troppo favorevoli agli stranieri o “xenomaniaci”, come li chiamava il Duce, dovevano astenersi dallo scrivere su problemi sociali e ideologici e, soprattutto, dovevano sottolineare le imprese degli italiani all’estero, specie negli sport. Questo fu il motivo per cui Tucci fu pagato profumatamente per raccontare i suoi viaggi himalayani sui quotidiani direttamente controllati dal Regime, anche se le sue imprese erano presentate più come azioni alpinistiche che come missioni scientifiche.

Il 16 1940 Tucci scriveva Tucci a Mussolini:

Coltivando i quali [= gli studi] mi sono proposto di dare, nel campo delle mie ricerche, un altro primato all’Italia da Voi restituita a Romana grandezza…

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