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10
Ott

Cibi tibetani: il po cha

po chaCon il burro di yak si condisce il famoso tè tibetano e bhutanese, il po cha. Si tratta di una brodaglia immonda – mi perdonino gli amici tibetani e nepalesi! – composta dall’acqua bollente, in cui galleggiano larghe macchie gialle di burro, mischiata con soda, foglie di tè e sale, sbattuti in un cilindro di bambù.

Talvolta viene servito con biscotti che definire “dolci” è un eufemismo: pezzi di forma vagamente oblunga, secchi e duri in modo mirabolante, di colore grigio sospetto, insipidi e solo vagamente dolciastri – il dolce è dovuto alla farina, non allo zucchero – che in Tibet sono fritti e ricoperti di peluzzi, che a un attento esame si rivelano essere nient’altro che lo sporco che si è attaccato mentre la pasta aspettava di essere cotta. Si fa fatica non solo a mandarli giù, ma anche a staccarne dei pezzi a morsi.

Ovviamente il po cha è molto nutriente. Questa è la ricetta.
Ingredienti:

* foglie di tè
* acqua
* burro di yak
* sale

Preparazione:

Far bollire l’acqua, circa mezzo litro per 2/3 persone, mettere le foglie di tè e far bollire ancora per due minuti, quindi versare il tutto in un cilindro di legno o di bambù e dopo aver aggiunto un paio di cucchiai di burro di yak pigiare bene con un pistone insieme all’acqua calda fino a creare della schiuma e versare quindi nelle ciotole.

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