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14
Nov

La democrazia con gli occhi del Buddha

Obama e il  Dalai LamaQuesto l’ho scritto di là, quando Barack Obama ha vinto le elezioni, ma penso che vada bene anche su questo blog. Perché abbiamo detto che Tucci non si interessava di politica, così diceva, ma io non ci credo: perché per iniziare gli scavi archeologici la politica si deve coinvolgere, ci vogliono permessi di scavo, permessi di transito, permessi di lavoro e permessi per impiegare gli operai locali. E per dirigere l’IsMEO ci vogliono fondi e appoggi politici.

E sappiamo che Tucci iniziò l’archeologia italiana in Asia, nella valle dello Swat.

Un sistema democratico, o un sistema totalitario molto illuminato, giova anche alla cultura. E allora mi sono chiesta: cos’è la democrazia?

La democrazia segue le stesse regole base del Buddhismo, gli stessi processi. Certo, ai tempi di Siddharta (ca. 500 anni a.C.) non c’era neanche il concetto di democrazia perché chi comandava comandava a suo capriccio, e il soggetto obbediva e basta. Non c’erano le elezioni. Però il re poteva comandare più o meno bene e tenere conto del benessere dei cittadini a lui soggetti, o no. Essere più o meno illuminato.

La democrazia, con un reuccio liberamente eletto dai soggetti, è un sistema di governo moderno e pessimo. Ma non ce n’è uno migliore. E’ l’unico possibile, e per due motivi principali:

1) in teoria possiamo tutti diventare reucci e reginette;
2) è l’unico sistema che il soggetto comandato può migliorare.

E’ un processo euristico ed è perfettibile. Questo vuole dire che tutti possiamo contribuire a modificarlo, tentando e ritentando. Dipende anche da noi, in Italia e ovunque, da ognuno di noi, se pure per 1/60.000.000. Non solo con le elezioni, ma nel modo in cui ci rapportiamo nella vita pubblica, amministrativa, familiare, con i nostri amori amanti amici, con gli animali, con le piante, con le nostre pubblicazioni, anche con un blog, ovunque insomma, nel nostro piccolo e nel nostro grande.

Nel Buddhismo c’è, come nella democrazia, un concetto e un’idea di un summum bonum, un bene ultimo a cui tendere, che abbiamo in mente e che dovremmo realizzare anche per questa nostra bella Italia.

Il punto chiave è che tutto passa, anche un governo, tutto è impermanente e, quindi, tutto ciò che è variabile, dinamico, effimero, è anche migliorabile.

La democrazia rispecchia perfettamente l’idea del mondo del Buddhismo: variabile ed effimero, dinamico e non statico. Tutti possiamo fare qualcosa per viverla meglio e per modificarla, senza lamentarci. Tutti possiamo operare in questo mondo per renderlo un po’ migliore. Per questo non sopporto i disfattisti tristi come Nanni Moretti, per intenderci (anche se lui è un artista e agli artisti è concesso), o chiunque si lamenta e protesta ma, in sostanza, non fa niente di costruttivo per migliorare le cose.

La democrazia è l’unico sistema politico possibile per il bene di tutti. Si può fare: con pazienza, fiducia e gentilezza.

La democrazia rispecchia benissimo le ultime, radiose parole del Buddha.

Tutto è vano, sforzatevi senza tregua.

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