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27
Nov

Niente aiuti, uomo bianco!

young monkSi potrebbe intitolare così la missione umanitaria di un gruppo di amanti dell’Oriente che si chiama Himalayan Aid. Ne ho letto su Thais blog, di cui ho già parlato. Questo post l’ho già pubblicato su Orientalia4All, ma mi sembra molto pertinente e lo metto anche qui.

Guardate il trailer (lunghetto) della missione in Ladakh che sei amici, rigorosamente uomini, incluso il proprietario di Thais blog, hanno compiuto alla fine 2007. Dopo averli seguiti in motocicletta e averli visti viaggiare in fila indiana sui pianori immensi e silenziosi, rotti solo dal frusciare del vento, sotto rocce incredibili con il vecchio simbolo alato della Folgore e a fianco delle tende dei nomadi, li vediamo entrare nel monastero buddhista di Korzok, a circa 4500 m di altezza.

Qui vi sono circa 35 monaci, di cui cinque bambini. Il loro scopo sarebbe di aiutarli. Ma in cosa? Stanno evidentemente bene, sono pasciuti e allegri ed è evidente che la disciplina monastica non è troppo rigida. E’ vero che, dopo l’inverno, gli abitanti delle regioni più alte della fascia himalayana soffrono di denutrizione, ma allora aiuti e niente film, niente pubblicità, solo il report audiovisivo scientifico e umanitario da mostrare al finanziatore, il Rotary club. Sarebbe forse stato meglio se, dopo aver aiutato i bambini, fossero andati a vedere i cieli meravigliosi del Tibet di cui parla ogni tanto Tucci.

Io la penso un po’ come gli antropologi moderni, che difendono a ogni costo la libertà dei popoli di essere e di autodeterminarsi nel contesto che scelgono. Questi bimbi di base stanno bene, ovviamente i genitori li hanno messi nei monasteri da piccoli ma è come stare in collegio, un collegio particolarmente benigno, oltre tutto. Non appaiono né denutriti, né sofferenti psicologicamente. E questa scelta appartiene alla loro stora e la loro cultura.

Chi l’ha detto che una casa comoda e riscaldata al centro di Milano e scuole private in voga li renderebbero più felici? Quella è la loro identità. Bisogna difenderla, e l’unico modo è non intromettersi e non fare pubblicità: perché l’aiuto dell’uomo bianco, se nel caso della spedizione in Ladakh che avete visto è certamente disinteressato e genuino, di solito è un’ingerenza che, senza validissimi motivi autenticamente umanitari, non ha ragione di essere.

Andare in silenzio, aiutare e andarsene. Senza documentari.
Perché andare ad aiutare chi del loro aiuto non ha bisogno, o fare pubblicità, mette a rischio la loro identità culturale e, più a lungo termine, la loro libertà economica e politica.

E’ successo sempre così, in Asia e in Africa, con l’uomo bianco.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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