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25
Ott

L'esploratore del Duce parla italiano su Gnostika 17/52 (Maggio 2013)

Ecco la traduzione italiana della recensione in tedesco di Hans T. Hakl pubblicata su Gnostika. Enjoy!

Ci sono libri che sorprendono perché descrivono un evento o una personalità che nessuno ha trattato prima e questo compito è stato realizzato per la prima volta così perfettamente che – ad eccezione di qualche dettaglio – un miglioramento sembra quasi impossibile.

Questo lavoro, in due volumi di all’incirca 1300 pagine, è la biografia (di cui al momento c’è solo il primo volume) dell’orientalista italiano Giuseppe Tucci (1984-1984) scritta da Enrica Garzilli, direttore dell’ International Journal of Tantric Studies e del Journal of South Asian Women Studies. Quando si considera che sino ad ora non esisteva nessuna biografia completa sul grande esploratore o sul suo lavoro, ci si rende conto dell’immensità della perfomance di Enrica Garzilli, che ha trascorso dieci anni a lavorare su questo progetto e ha raccolto documenti in tutto il mondo.

L’eccezionale importanza di Tucci ha diverse ragioni: prima di tutto ha condotto numerose spedizioni di carattere veramente pionieristico (spesso a piedi e con una pistola in mano) attraverso il Tibet, il Nepal e altri paesi asiatici in un momento in cui questi paesi in Europa erano praticamente sconosciuti. Secondo poi ha fondato a Roma il primo Museo Nazionale di Arte Orientale, dove ha riunito i suoi e altri tesori e terzo, ha creato la più grande collezione europea di testi tibetani, incluso molti rari manoscritti che ha salvato dalla distruzione. Oltre a questo ci sono 500.000 fotografie del tempo di questi paesi, che provengono perlopiù dai suoi compagni di spedizione come Fosco Maraini.

Lo stesso Tucci ha scritto circa 400 opere sulla geografia, la storia, l’archeologia, la filosofia, la religione e il folclore dell’Asia. Molte di loro, nonostante sia passato del tempo, sono ancora delle vere e proprie opere di base. Questo vale particolarmente per i suoi tre volumi (in formato folio) del suo monumentale lavoro Tibetan Painted Scrolls sull’arte delle thangka. Molte opere d’arte, mostrate nei loro colori originali, si possono ammirare solo in questo lavoro dal momento che sono ormai perse.

Dal punto di vista linguistico Tucci era ideale per questo lavoro perché padroneggiava, oltre alle classiche lingue europee, anche il tibetano, il sanscrito, il pali, il cinese, il persiano e l’ebraico e traduceva da queste e in queste lingue. I suoi dettati dei sacri testi, dal cinese tradotti di nuovo in sanscrito, lingua in cui questi testi sono andati persi, sono diventati famosi. Ulteriori dettagli sulla sua carriera e i suoi risultati si possono rileggere anche nel mio saggio in due parti su Gnostika 43 e 44.

Un particolare merito di Enrica Garzilli è che ha finalmente chiarito i rapporti con il Regime fascista ed è stata in grado di dimostrarli attraverso i documenti. Mussolini voleva rafforzare i legami con l’Asia e sognava anche di sconfiggere il dominio britannico in India e di farne un “Dominion” italiano. Così ha costruito buoni rapporti con Mahatma Gandhi, con il nazionalista Subhas Chandra Bose e il poeta Rabindranath Tagore e aveva anche un piccolo esercito indiano, ma Mussolini cercò di avere una certa influenza anche in Tibet, Nepal, Afghanistan, Pakistan e Iran. A nome del Ministero degli affari esteri Tucci dette anche un discorso alla Radio giapponese. A questo proposito, riguardo alla questione se Tucci fosse un “vero” fascista Garzilli dice che non si può dare una risposta ma tuttavia crede di poter affermare che Tucci sia stato una figura chiave del fascismo per le relazioni in Asia. Così durante i suoi soggiorni all’estero scrisse delle relazioni politiche per il Regime, come ha fatto e ha dovuto fare anche la maggior parte degli altri scienziati del suo tempo. D’altro canto, era sempre ancora una volta seguito dalla polizia politica del Regime e criticato per le sue amicizie con i colleghi inglesi. D’altronde non si può negare che Tucci si beasse nello splendore del “Duce”. L’Autrice riporta per intero una lettera di ringraziamento a Mussolini per una grossa somma che gli aveva donato in cui lui egli asserisce che aveva riportato l’Italia alla grandezza di Roma antica.

Soprattutto in questa sezione si dimostra la sovranità dell’Autrice, che fa parlare semplicemente di fatti senza moralismo. Il fondamento di questo è stato il suo studio di molti anni di fonti diverse sulla situazione degli intellettuali di quel tempo, che le ha fatto sviluppare interiormente una comprensione propria profonda.

Tucci a causa della sua attività politica dopo la guerra è stato epurato per un anno e mezzo dall’università e l’Istituto Nazionale per il Medio ed Estremo Oriente (lsMEO) è stato chiuso. Solo la sua conoscenza con il politico democristiano e più tardi Primo ministro italiano Giulio Andreotti, che evidentemente lo apprezzava molto come scienziato, ha permesso la sua reintegrazione e la riapertura dell’istituto grazie alla reputazione accademica raggiunta e Tucci ne è stato il nuovo presidente.

Anche dopo la fine del regime fascista Tucci ha continuato a lavorare per il governo italiano, ha accompagnato Andreotti in Brasile ed è stato inviato a condurre una missione culturale anche in Cina circa tredici anni prima l’istituzione delle relazioni diplomatiche. A causa della sua azione diplomatica a Pechino, nonostante i suoi stretti legami con il Tibet non poteva accogliere il Dalai Lama, quando nel 1973 questi è venuto in Italia. Lo scambio di lettere fra Tucci e Andreotti è quasi completamente ristampato nell’opera. Oltre alla descrizione delle sue spedizioni nella biografia si possono vedere anche molte foto e cartine geografiche inedite.

Nonostante tutta l’accuratezza scientifica (l’Autrice è un’indologa), l’opera è scritta in modo molto agile e talvolta è emozionante da leggere come un romanzo. L’apparato scientifico è stato concepito in modo tale da non interferire con il flusso della lettura.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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