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Il saggio su Giuseppe Tucci: nuova alba per l'Indiana Jones di Mussolini - recensione

Immagine Tucci che beve_1937A raccontare questo personaggio misterioso, finito nel dimenticatoio dopo la sua morte nel 1984, è Enrica Garzilli nel suo «L’Esploratore del Duce». Saggio storico e al tempo stesso romanzo d’avventura, il libro contiene documenti e carteggi inediti (uno su tutti lo scambio fra Tucci e Andreotti), interviste (a Fosco Maraini, allo stesso Andreotti, a Filippani-Ronconi e a significativi personaggi in Nepal e in India) e foto originali.

Mi hanno appena segnalato questa recensione apparsa su Il Tempo a cura della Redazione. La riporto anche qui sotto per comodità. Grazie Redazione!

27/11/2012 05:30
IL SAGGIO SU GIUSEPPE TUCCI
Nuova alba per l’Indiana Jones di Mussolini

A raccontare questo personaggio misterioso, finito nel dimenticatoio dopo la sua morte nel 1984, è Enrica Garzilli nel suo «L’Esploratore del Duce» (Memori-Asiatica Association, 740 pp, 35 euro). Saggio storico e al tempo stesso romanzo d’avventura, il libro contiene documenti e carteggi inediti (uno su tutti lo scambio fra Tucci e Andreotti), interviste (a Fosco Maraini, allo stesso Andreotti, a Filippani-Ronconi e a significativi personaggi in Nepal e in India) e foto originali. Attratto sin da giovane dalle civiltà antiche, e in particolare dal pensiero religioso, apprese presto l’ebraico, e poi il sanscrito, il persiano e il cinese. Nel 1911, quando aveva 18 anni, pubblicò una raccolta di epigrafi latine nella prestigiosa rivista dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma, mentre datano al 1914 i primi saggi di orientalistica, a proposito di testi religiosi antico-iranici e sulla filosofia cinese. Durante gli anni di permanenza in India (1925-1930), Tucci cominciò anche lo studio del bengalese e del tibetano. Tra il 1928 ed il 1948 Tucci organizzò otto spedizioni in Tibet, Ladakh, Spiti, e altre cinque furono condotte in Nepal nel 1929, 1931, 1933, 1952 e 1954, raccogliendo oggetti, testi e una documentazione enorme e pressoché unica del patrimonio artistico e letterario di quei Paesi, già allora spesso degradato. Dopo una prima ricognizione effettuata nel 1955, diede inizio alla Missione Archeologica Italiana nella valle dello Swat in Pakistan; nel 1957 iniziò le ricerche archeologiche in Afghanistan e nel 1959 in Iran, dirigendo tali lavori fino al 1978. Una parte dei reperti riportati dalle spedizioni tibetane e dagli scavi condotti successivamente dall’IsMEO sotto la sua presidenza si trova ora presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma, a lui intitolato dal 2005. Giuseppe Tucci nacque a Macerata il 5 giugno 1894 e manifestò sin da giovanissimo un grande interesse nei confronti delle antichità della sua terra natale prima, e della storia e delle religioni dei popoli orientali in seguito. Iscrittosi all’Università di Roma, fu costretto a sospendere gli studi per prestare servizio nell’esercito durante il primo conflitto mondiale. Si laureò in Lettere nel 1919. Nel 1925, in seguito al sostegno accordato dal Governo italiano al poeta bengalese Rabindranath Tagore, partì per l’India assieme a Carlo Formichi per insegnare all’Università Visva Bharati di Shantiniketan.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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