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Articoli sulla spedizione del 1948
Mappa della spedizione del 1948

Questa è l’esplorazione più famosa perché Tucci arriva nella città proibita, Lhasa, sede del governo e del Dalai Lama.

Grazie all’interessamento di Giulio Andreotti e di Luigi Einaudi riceve un contributo di 9.000.000 di lire e gli aiuti necessari. Grazie ad Andreotti, altri fondi gli vengono dati dal Consiglio nazionale delle ricerche. Contribuiscono all’impresa anche alcuni privati come il Lloyd Triestino, la ditta Moretti, la Ducati, la Confindustria, la Confederazione olearia che regala una «buona provvista di olio Berio per mantenere in piena efficienza le nostre cariche di vitamine». Secondo i documenti ufficiali, Tucci spedisce dall’Italia un quintale di olio, quattro o cinque quintali di cibo in scatola, uno o due casse di medicine, trenta bottiglie di liquore (di solito brandy) e dodici binocoli.

Tucci parte nell’aprile del 1948 con i fotografi Fosco Maraini e Pietro Francesco Mele e il medico della Marina militare Regolo Moise, ma entra a Lhasa da solo. Maraini ritorna in India, mentre gli altri lo raggiungono sulla via del ritorno. Tenzin Gyatso, il futuro Dalai Lama, non ha ancora 13 anni. Gli assegna un alloggio a Lhasa, lo riceve nel Potala e gli affida degli importanti testi tibetani. Dopo la città proibita Tucci si spinge verso est e visita Samye, un monastero fondato da Padmasambhava, il famoso Guru Rinpoche. Il limite estremo del viaggio di Tucci è Chongye, nella valle del fiume Yarlung Tsangpo. Qui documenta per primo le tombe della dinastia della valle che con Srong btsan sGam po introdusse il buddhismo nel Tibet.

20
Dic

Avrà termine la vita di carovana...

Immagine Tucci Dainelli 2_1930Nel 1948, alla fine dell’esplorazione che lo aveva portato a Lhasa e oltre, Tucci diede l’addio al Tibet, un addio definitivo: da lì a qualche giorno avrebbe lasaciato l’Himalaya e riposato nell’afa umida del Sikkim e non sarebbe più tornato nel Paese delle nevi.

Avrà termine la vita di carovana; alla tenda succederanno
prima la casa, poi l’albergo, viaggeremo veloci sulle
automobili e sui treni, imprigionati in quei carri meccanici
che ubbidiscono al capriccio ed all’arbitrio dei motori e
dei congegni.[...]

03
Ott

Dopo Lhasa e oltre

Lhasa rainbowLa missione del 1948 rese Tucci ancora più famoso. Non era più solo un cacciatore di tesori ma era il primo italiano, in centinaia di anni, a entrare nella città proibita e a raccontarlo con maestria e dovizia di particolari.

09
Apr

Giuseppe Tucci a casa di Alexa

immagine libro Alexa Roth_9aprile2013Sì, L’esploratore del Duce a casa di Alexa Roth, scattata il 7 aprile. Alexa che ha preso il libro e lo ha messo opportunamente vicino a uno di Fosco Maraini, il compagno di Giuseppe Tucci nella spedizione del 1937 e parte di quella del 1948.

11
Feb

Sette anni in Tibet: Harrer e Tucci a Lhasa discutono di cosmogonia

Antica mappa tibetana In “Sette anni in Tibet” Harrer racconta che nel 1948 Tucci dette ragione ai dignitari tibetani che dicevano che la terra era piatta, contro l’opinione di Heinrich Harrer!

20
Feb

Lhasa e il Potala in vista!

Nella spedizione del 1948 Tucci ottene il permesso di entrare a Lhasa, la capitale del Tibet. Finalmente scorse il Potala, la sede religiosa e amministrativa del governo, che né il tempo né i cinesi hanno danneggiato:

Verso mezzogiorno passo sotto il Potala: più che un palazzo è un’altra collina che continua la roccia, asimmetrico e capriccioso come l’opera della natura, eppure costruito con una coerenza interna per cui ogni angolo ed ogni linea te li aspetti così come sono, onde hai l’apparenza della regolarità dove tutto è arbitrario.

07
Ott

1948: arrivo a Lhasa, la città proibita

monaco a LhasaAbbiamo visto che l’oracolo di Yatung disse a Tucci che sarebbe entrato a Lhasa. In effetti durante la spedizione in Tibet del 1948 Tucci arrivò a Lhasa, la città proibita agli stranieri. Vide il Potala, che era la sede religiosa e amministrativa del governo, e lo descrisse così:

18
Ago

Narthang, la biblioteca del Tibet e i volumi del Kanjur e del Tanjur

Mao con libretto rossoOccorsero sei giorni alla spedizione Tucci del 1948 per arrivare nella valle dove si trova il monastero di Narthang. Il posto era conosciuto come “la biblioteca del Tibet” perché qui si trovava la più grande stamperia della parte centrale del paese, dove al tempo pubblicavano i 108 volumi tradizionali del Kanjur e i 224 del Tanjur. L’intera raccolta di matrici però non si trova più nel monastero, sembra che nel 1966 sia stata distrutta dalle Guardie rosse cinesi.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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