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Articoli per la categoria “IsMEO”
11
Set

Intervista su Rai Storia: Tucci, IsMEO, Afghanistan & Arte del Gandhara

india_smallIntervista su Rai Storia, trasmissione “Italia: Viaggio nella bellezza”. Nella puntata di ieri sera alle 9 c’ero io a parlare di Giuseppe Tucci, l’IsMEO e l’arte del Gandhara. Sapete tutti che Tucci ebbe durature relazioni in Afghanistan. Dette inizio all’archeologia nella Valle dello Swat, un’area al confine con il Pakistan, e fu amico del padre della patria Subhas Chandra Bose, che venne in Italia per parlare con Mussolini e avere supporto per la lotta armata contro il British Raj e parlava anche dalla famosa Radio Kabul. Presto darò il link al programma. Ne ho parlato su L’esploratore del Duce, ovviamente.

Anni fa ho intervistato la mia amica, la principessa India d’Afghanistan, per Asiatica e per Il Messaggero sulla situazione in Afghanistan e la connessione fra la produzione di oppio e le Potenze straniere sul territorio, una situazione esplosiva che un anno dopo è diventata ufficiale. Questo è il link all’articolo “Afghanistan, Issues at stake and Viable Solutions: An Interview with H.R.H. Princess India of Afghanistan“. Ne ho scritto anche su Mussolini’s Explorer. Stamattina india mi ha chiamato da Kabul per dirmi che all’Ambasciata d’Italia era piaciuto moltissimo il programma. Che grande gioia sentirla!
E se volete, potete trovare dei bei video su Tucci anche su YouTube. Uno è L’esploratore del Duce di Enrica Garzilli – Premio Acqui Storia su Youtube. Ne potete trovare altri sul mio canale YouTube Enrica Garzilli come questo su L’esploratore del Duce reralizzato da Claudio Cardelli.
Enjoy!

14
Mag

La Biblioteca IsMEO di Giuseppe Tucci riapre nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

ms tucciLa Biblioteca IsMEO di Giuseppe Tucci riapre nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma!

Con grande gioia annuncio che il 9 maggio 2018 è stata riaperta la Biblioteca dell’ex ISIAO, che comprendeva l’IsMEO, l’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente fondato da Mussolini nel 1933, presieduto da Giovanni Gentile fino alla sua uccisione e poi dall’ex vicepresidente esecutivo e direttore dei corsi, Giuseppe Tucci.

Vedi anche: Video premiazione Premio Acqui Storia: L’esploratore del Duce – Premio Acqui Storia 2016
–> Le imprese di Giuseppe Tucci, l’Indiana Jones di Mussolini
–> Franco Cardini e Enrica Garzilli, presentazione de L’esploratore del Duce @ Museo di Storia Naturale – Università Degli Studi di Firenze
–> Il Museo Nazionale di Arte Orientale Giuseppe Tucci agli Archivi di Stato?

Gandhara,_testa_di_buddha,_I-III_sec

La Biblioteca IsMEO di Giuseppe Tucci riapre dopo oltre sei anni dalla chiusura negli spazi della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Purtroppo già oltre 30 anni fa alcuni preziosi manoscritti erano spariti, ma confidiamo che il grosso della collezione di libri e manoscritti, il cui nucleo originario è stato messo insieme da Tucci anche con la donazione della sua stupenda collezione privata, sia ancora intatto. Tucci conobbe il Dalai Lama bambino nel 1948 e dal quel suo ultimo viaggio, e da quelli precedenti, riportò maoscritti, oggetti d’arte e manufatti.

Quanto al Museo Nazionale d’Arte Orientale, fondato da Tucci nel 1957, che raccoglie le sue collezioni riportate dalle 8 spedizioni in Tibet e 5 in Nepal e dalle zone di scavo archeologico in Iran, Pakistan e Afghanistan, nonché nel 2000 il lascito di Francesca Bonardi, la terza moglie di Tucci e acquisizioni successive, tutti i suoi beni sono stati trasferiti dalla storica sede di Palazzo Brancaccio, in via Merulana, al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), nel Museo Pigorini, fondato da Mussolini, con sede all’Eur.

Un ministero che ricordo con gran piacere, quando sono andata per settimane e settimane a fare ricerche sui documenti di Mussolini, per la professionalità, preparazione e gentilezza di direttori e bibliotecari. Che mi hanno anche messo a disposizione documenti ancora non rimessi a posto da dopo la II Guerra mondiale. E anche la disponibilità del personale di vigilanza, che mi ha aperto con cordialità quando, immersa nel lavoro, per due volte ho sforato di alcune ore l’orario di chiusura!

Sono certissima che le due istituzioni nazionali, note per la professionalità, disponibilità e cultura degli addetti, nonché l’accessibilità fisica dei palazzi, siano in grado di preservare, mantenere, ampliare, valorizzare e rendere disponibile al meglio un nostro orgoglio internazionale: il lascito di Giuseppe Tucci.

Questo è l’articolo che annuncia la riapertura pubblicato nel sito del Ministero dei Beni Culturali.

Foto: due pezzi del Museo Nazionale di Arte Orientale, il secondo raffigurante un Buddha del Gandhara

08
Apr

Le imprese di Giuseppe Tucci, l'Indiana Jones di Mussolini

tucciQuesto articolo mi era proprio sfuggito! Che dire? Sono così tante ormai le recensioni, gli articoli e le interviste su L’esploratore del Duce – o meglio, su Giuseppe Tucci – che se non me le segnalano non riesco proprio a starci dietro. Il pezzo è di Federico Chitarin, “Le imprese di Giuseppe Tucci, l’Indiana Jones di Mussolini“, pubblicato in Memori Mese-Mensile (24 Ottobre 2012).

A ogni buon conto lo riporto anche qui di seguito. Enjoy!

LE IMPRESE DI GIUSEPPE TUCCI, L’INDIANA JONES DI MUSSOLINI 

Intervista a Enrica Garzilli, autore di “L’esploratore del Duce”

Esploratore, studioso, archeologo, erudito e anche spia: è Giuseppe Tucci, una figura mista tra eroe cinematografico e astuto diplomatico, principale artefice della costruzione dei rapporti tra Italia e Paesi asiatici nel Novecento, prima per conto del regime fascista e poi sotto le insegne della Democrazia Cristiana. A fare piena luce sulle imprese di questo personaggio importante e al tempo stesso misterioso, finito improvvisamente nel dimenticatoio collettivo dopo la sua morte avvenuta nel 1984, è Enrica Garzilli, autrice dell’inedita e corposa opera “L’esploratore del Duce. Le avventure di Giuseppe Tucci e la politica italiana in Oriente da Mussolini ad Andreotti” edito da Memori-Asiatica Association. “Una figura unica nella storia- afferma l’autrice in un’intervista al giornale on line Memori Mese- non esiste infatti oggi un esploratore, studioso e politico al pari di Giuseppe Tucci, né in Europa né nel resto del mondo, per vastità di operato e per profondità. Con la sua opera ha spalancato le porte della conoscenza dell’Asia all’Europa – e viceversa.” Saggio storico e al tempo stesso romanzo d’avventura, il libro contiene documenti e carteggi inediti (uno su tutti lo scambio fra Tucci e Andreotti), interviste (a Fosco Maraini, allo stesso Andreotti, a Filippani-Ronconi e a significativi personaggi in Nepal e in India) e foto originali. Il testo è già disponibile nelle principali librerie online, Amazon compresa.

  • Chi era Giuseppe Tucci? Da dove nasce l’idea di scrivere un libro sulla sua storia e le sue imprese? Quali caratteristiche ha inteso metterne in risalto? Da che prospettiva?

La prima idea di scrivere la storia di Giuseppe Tucci (1894–1984) nasce da alcune lettere in sanscrito che lui scrisse al pandit Hem Raj Sharma (1879–1953), precettore reale del Nepal, delle quali sono venuta in possesso tra la fine del 1998 e gli inizi del 1999. Tucci fu l’esploratore dei paesi dell’Himalaya durante il regime fascista e negli anni d’oro della Democrazia Cristiana, quando questi paesi erano ancora vietati agli stranieri, conobbe un gran numero di lingue antiche e moderne, fu vorace studioso e insaziabile collezionista di libri, manoscritti e opere d’arte e reperti archeologici buddhisti, induisti e bon dell’Asia centrale, meridionale e orientale, dall’Iran al Giappone, professore di Lingua e letteratura cinese all’Istituto Universitario Orientale di Napoli e, in seguito, di Filosofie e Religioni dell’India all’Università di Roma, accademico della Reale Accademia d’Italia e promotore della fondazione dell’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO), di cui tenne la presidenza dal 1947 al 1978.

Alla fine degli anni Trenta fu la punta di diamante della politica di propaganda di Mussolini in Asia, tanto che la sua forte azione culturale fu lo strumento che accompagnò, e talvolta precedette, la diplomazia ufficiale. Fondò il Museo Nazionale d’Arte Orientale e negli anni Cinquanta dette inizio all’archeologia italiana in Asia. Andò in Nepal, primo italiano dopo i missionari del XVIII secolo, e vi compì cinque spedizioni; altre otto ne compì in Tibet. Così, scrivere di lui significa scrivere anche su molte altre figure che incrociò lungo il suo cammino. Per esempio Hem Raj, quello che il grande buddhologo e indologo Rahul Sankrityayan nel 1957 chiamò «l’enciclopedia del Nepal». La sua immensa biblioteca – la più grande biblioteca privata dell’Asia centrale e meridionale –, i suoi insegnamenti, i suoi consigli e la sua mediazione politica furono di indispensabile aiuto a Tucci e ad altri grandi studiosi. E poi Giovanni Gentile e Giulio Andreotti; e Carlo Formichi, suo professore di sanscrito all’università e suo maestro, il premio Nobel Rabindranath Tagore, Sylvain Lévi, William F. Thomas, Rahul Sankrityayan e Vishnu Sukthankar, solo per citarne alcuni – che forgiarono la cultura orientalistica della prima metà del secolo scorso.

Carlo Formichi, Giovanni Gentile e Giulio Andreotti furono i tre personaggi chiave nella vita di Tucci, senza i quali non avrebbe potuto raggiungere i traguardi che raggiunse. E anche il Nobel Rabindranath Tagore e il generale nepalese Kaiser Shamsher Rana. Questa biografia sarebbe incompleta se non incorporasse la relazione che ebbe con personalità che lui conobbe, o che ebbero rapporti decennali con lui, come Gandhi, il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, Pandit Nehru, Indira Gandhi, Fosco Maraini, Subhas Chandra Bose, Aldo Capitini, Surendra Nath Dasgupta, Mircea Eliade, Julius Evola, Karl Haushofer, Prassitele Piccinini, Pio Filippani-Ronconi e altri, che ebbero un peso non indifferente nel dibattito culturale del tempo e, in molti casi, furono anche protagonisti del dibattito politico e religioso. Oltre che di questi, parlerò di noti intellettuali come Sibilla Aleramo, Mario Carelli, Alexandra David-Néel, Dilli R. Regmi, Rishikesh Shaha e altri, come lo sherpa Tenzing, che entrarono e parteciparono tutti, in vario modo, alla vita di Tucci.

28
Dic

"Un'altra giovinezza" di F. Ford Coppola con Giuseppe Tucci: vero e falso

Un’altra giovinezza è un film tratto dal romanzo dello storico delle religioni rumeno Mircea Eliade. Il protagonista è Dominique Matei. La a ragazza di Dominique, dopo aver subito uno shock, parla in una strana lingua. Chi è stato chiamato per capirla? Giuseppe Tucci, amico – anche nella realtà – di Eliade. La lingua misteriosa è il sanscrito.

08
Lug

La Cina e l'edizione cinese di Indo-Tibetica

Giuseppe TucciUn gentile lettore mi scrive:

Sono appassionato da sempre di Tibet e di Tucci. In Tibet sono stato una decina d’anni fa. Ho saputo di recente che ISIAO ha contribuito a realizzare l’edizione cinese di Indo Tibetica (io sono alla ricerca dell’originale da anni). Trovo curioso che se ne sia realizzata una nuova edizione per la Cina, che in fondo è la maggiore responsabile della perdita di una parte del patrimonio artistico del Tibet, ma non ancora per l’Italia. A Kathmandu ho visto persino un’edizione indiana anche se la stampa era davvero povera.

A suo parere, perché non esiste ancora una nuova versione italiana di Indo Tibetica?
Ritiene che se venisse realizzata potrebbe trovare un suo pubblico o resta un’opera per addetti ai lavori?
Tucci resta un personaggio scomodo che si preferisce dimenticare? [...]

Questa la mia risposta:

Come mai si interessa così tanto a Tucci, se posso saperlo? Io ho comprato l’edizione originale di Indo-tibetica a svendita all’università di Harvard, avevano un doppione. La riedizione italiana è costosa e forse inutile, molte cose sono sorpassate. Ma molte cose ancora valide. Ma sono tanti libri sa? E produrre libri costa moltissimo, e ancora di più costa la distribuzione. Per l’edizione cinese forse il governo cinese avrà contribuito o forse, più probabilmente, l’ISIAO vorrà compiacerlo. [...]

Tucci è un personaggio molto, molto scomodo.

E voi che ne pensate? Perché tradurre un libro di arte tibetana proprio in cinese – e perché non ripubblicarlo in italiano?

28
Giu

Archeologia e buddhismo nella valle dello Swat

PadmasambhavaNel 1954 Tucci fece i primi rilievi in Pakistan, e precisamente nella valle dello Swat, valle di tesori, paradiso delle dakini, terra di collegamento e di passaggio del buddhismo dell’Asia meridionale e centrale. Secondo la tradizione Padmasambhava (VIII sec. a.C.), il grande Guru Rinpoche che introdusse il buddhismo tantrico in Tibet, fondò nello Swat il primo monastero vajrayana.

02
Nov

Su Julius Evola e Tucci

Julius EvolaDiego, un mio colto lettore, mi ha ripreso sul fatto che io abbia citato Julius Evola (1898-1974) come l’amico di Tucci, facendomi notare che Evola è molto più conosciuto di lui. Qui potete leggere le sue osservazioni e le mie risposte, scritte di getto una dopo l’altra.

In sunto posso dire che Tucci ha aperto il campo a nuove strade di ricerca, e non solo con le sue spedizioni e con l’IsMEO; Evola no, anche se fu un pensatore assolutamente originale.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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