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Articoli per la categoria “IsMEO” · pagina 2
01
Apr

La prima lettera inedita di Tucci ad Andreotti, 6 novembre 1947

Giuseppe Tucci in TibetAbbiamo visto che, dopo lettera del 24 settembre 1947 alla Presidenza del Consiglio dei ministri per chiedere i finanziamenti per la missione in Tibet centrale, per interessamento di Andreotti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948), Tucci ottenne i fondi.

Questi documenti fanno parte del carteggio che gentilmente il senatore Andreotti mi ha messo a disposizione e sono originali e inediti.

Nello stesso giorno Andreotti mandò copia della lettera di Tucci al ministro del Tesoro Del Vecchio, esprimendo «parere più che favorevole per una iniziativa che torna ad alto onore della nazione e che certamente verrà largamente conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo».

12
Gen

Che fine farà l'ISIAO, ex IsMEO, di Tucci e Gentile?

Giuseppe TucciBrunetta e Calderoli hanno a più riprese annunciato la chiusura dei cosiddetti enti inutili, cioé quelli con meno di cinquanta dipendenti. In un mondo dove si parla di nuovo umanesimo, di centralità dell’uomo anche nei social network, si tende a tagliare i vecchi luoghi d’umanesimo come l’IsMEO, l’istituto fondato nel 1933 da Gentile e voluto fortemente da Tucci, che è sempre stato una fucina di idee, di cultura, di incontri, di incontro fra Europa e Asia.

14
Nov

La democrazia con gli occhi del Buddha

Obama e il  Dalai LamaQuesto l’ho scritto di là, quando Barack Obama ha vinto le elezioni, ma penso che vada bene anche su questo blog. Perché abbiamo detto che Tucci non si interessava di politica, così diceva, ma io non ci credo: perché per iniziare gli scavi archeologici la politica si deve coinvolgere, ci vogliono permessi di scavo, permessi di transito, permessi di lavoro e permessi per impiegare gli operai locali. E per dirigere l’IsMEO

01
Set

Un film su Eliade e Tucci: Youth Withouth Youth - Un'altra giovinezza di F. Ford Coppola

Giuseppe TucciIl 26 luglio al cinema Umanitaria, in via San Barnaba a Milano, hanno proietteto il film Youth withotuh Youth, tradotto come Un’altra giovinezza. Se vi capita andatelo a vedere, mi raccomando.

Io l’ho visto l’anno scorso in Via Palestrina, un piccolo cinema all’antica con una saletta tenuta da due anziani coniugi cinefili che conoscevano a memoria tutte le storie dietro ai film e agli interpreti.

Questo film mi ha dato una fortissima emozione. Per me ha un significato e un gusto particolare. Infatti è una rielaborazione del romanzo rumeno di Mircea Eliade Un’altra giovinezza.

Il protagonista principale è Dominique Matei (la traduzione in inglese e l’introduzione del romanzo è stata scritta da Matei Calinescu). La cosa incredibile è che la ragazza di Dominique un certo punto (dopo aver subito uno shock!) parla in sanscrito. Chi è stato chiamato per capirla? Giuseppe Tucci, amico (nella realtà) di Eliade.

Nel film Tucci è stato definito come la maggiore autorità europea di sanscrito e di filosofia buddhista, che è vero.

E’ stato anche presentato anche come il presidente dell’IsMEO, che per decreto ora rischia la chiusura (grazie Berlusconi!), che invece al tempo del film, metà-fine anni Trenta, non fu. Infatti era presidente il fondatore dell’istituto, Giovanni Gentile, fino alla sua uccisione, nell’aprile del 1944, da parte di un gruppo partigiano.

Mi ha davvero emozionato vedere nel film il mio maestro straordinariamente simile a quello in carne e ossa, stesso stile ed eleganza, solo più alto, e stessa enorme cultura.

28
Ago

Giuseppe Tucci: un lungo otium

CappadociaGiuseppe Tucci andava in vacanza? Questa è una bella domanda perché, con la sua vita avventurosa, in effetti a casa ci stava pochissimo. Visto con i parametri della vita di un uomo ordinario, era quasi sempre “vacante”.

India, Sikkim, Nepal, Tibet, Ladakh, Kashmir, tutti i paesi dell’Himalaya, Iran, Afghanistan, Pakistan, solo per nominare alcuni posti dove compì spedizioni a caccia di tesori, dove aprì missioni di scavi archeologici oppure, come in Giappone e in Brasile, tenne rapporti diplomatici ufficiosi.

E poi, oltre a questi paesi, Italia, Gran Bretagna e Indonesia, dove dette conferenze. Sembra quindi che la sua vita fosse tutta una specie di vacanza, l’otium nel senso originario e più ampio della parola: una vita assolutamente libera dal commercio quotidiano, dalla necessità, dal negotium, ma incredibilmente attiva e produttiva dal punto di vista intellettuale.

Eppure anche quello poteva stancare. Era infaticabile: esplorava, visitava, studiava, leggeva avidamente, scriveva furiosamente, seguiva gli affari dell’IsMEO, manteneva i rapporti con i potenti e con gli altri studiosi. Insegnava, se pure pochino.

Però aveva il tempo di visitare i mercatini del Pakistan, dell’Afghanistan o dell’Italia insieme a Francesca e di comprare oggetti di artigianato di ottima fattura.

E, come scrisse a Gentile dalla Cappadocia, in Turchia (qui sopra vediamo una bella foto della regione), ogni tanto staccava la spina dei rapporti a cui lo obbligava la gestione dell’IsMEO e andava in vacanza, perlopiù fra i monti, «a studiare e a camminare sulle montagne». Questi, in totale solitudine o talvolta con Ananda, suo figlio, erano il suo riposo e la sua vacanza.

07
Feb

Giuseppe Tucci, Luigi Nuvoloni, Giovanni Gentile e Giulio Andreotti

Giovanni GentileTucci ebbe sempre ottimi rapporti con i politici e in specie tre: Luigi Nuvoloni, alto gerarca, che lo fece diventare segretario della Biblioteca del Senato ed era il padre della seconda moglie, Giulia; Giovanni Gentile, che conobbe tramite Formichi, che lo fece diventare bibliotecario del Senato, lo aiutò a partire per Shantiniketan — benché fu Formichi, che era Visiting professor di Sanscrito lì, che lo propose — e poi lo fece diventare professore ordinario senza concorso e senza ancora la chiara fama all’Istituto Orientale di Napoli, e subito dopo lo trasferì a Roma (Tucci all’Orientale non era molto amato); e 3 anni dopo che Gentile fu ucciso, il 15 aprile 1944, Giulio Andreotti.

05
Feb

L'albero di Hirohito

pipal treeIl lettore Antimo Palumbo poco tempo fa mi ha scritto che c’è una leggenda, che viene riportata da diverse persone anziane e in diversi luoghi di Roma, che dice che nella città ci sono alberi che sono stati donati alla città durante il fascismo dall’imperatore giapponese.

Dalle sue ricerche risulta una visita di quattro giorni dell’allora ancora giovane principe Hiroito nel 1921 e di una sua donazione alla città di 50.000 lire da spendere in beneficienza. Antimo chiede:

Potrebbe essere che invece che questi alberi donati siano stati opera del rapporto di mediazioni di Tucci o Maraini con Mussolini e la città?

In effetti Tucci fu mandato dal Duce in Giappone. E’ una lunga storia, ma in sintesi andò lì come rappresentante del governo fascista per intensificare i rapporti fra i due paesi.

Il Duce ha ricevuto l’Accademico d’Italia Tucci, il quale parte per il Giappone per intensificare i rapporti culturali fra i due paesi. A questo scopo il Duce ha dato opportune direttive sull’azione da svolgere.

Così si annunciava la partenza di Tucci per il paese del Sol Levante nell’articoletto «Le udienze del Duce», apparso su Il Messaggero il 21 ottobre 1936. In un articolo di due giorni dopo intitolato «La partenza dell’Accademico Tucci per l’università di Tokyo» si raccontava che Sua Eccellenza Tucci era stato salutato con manifestazioni calorose niente di meno che dall’ambasciatore giapponese e da una rappresentanza dell’ambasciata, nonché dai membri dell’IsMEO, che erano venuti tutti a incontrarlo alla stazione Termini di Roma, dove aveva preso il treno per raggiungere Brindisi e, da lì, la nave per il Giappone.

E se volete fare delle passeggiate la domenica mattina alla scoperta degli alberi condotte da
Antimo Palumbo, guardate il programma qui.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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