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Articoli per la categoria “Ministero degli Affari Esteri”
03
Giu

Chi fu il politico che lo aiutò per la spedizione in Tibet centrale del 1948?

Alcide de GasperiTibetan Painted Scrolls, il capolavoro scientifico di Tucci, fu terminato nel 1946.

Così Tucci decise di organizzare un’altra spedizione in Tibet, l’ottava e ultima. Un paio di anni dopo circa il Tibet fu annesso alla Cina e tutto cambiò.

17
Feb

Tucci e i ministeri fascisti

MussoliniTucci ebbe a che fare tutta la vita con i vari ministri della Pubblica istruzione, che gli dovevano concedere il permesso di assentarsi dall’insegnamento per mesi e mesi, per dedicarsi alle missioni scientifiche.

Nel 1929 il Ministero della Pubblica istruzione divenne Ministero dell’Educazione nazionale, un nome certo più adatto ai nuovi compiti della “nazione operante”, come la chiamò Mussolini.

05
Dic

La fine dell'isolamento del Nepal, la costruzione della sua identità politica e delle sue alleanze regionali

NepalVi invio un mio Policy Brief sul Nepal (in pdf), che è stato pubblicato qualche giorno fa sul sito dell’ISPI: Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.

Come sapete, il Nepal ora è uno stato democratico, con un Parlamento eletto, il partito dei Maoisti che è partito di maggioranza e Pushpa Kamal Dahal, l’ex “compagno Prachanda”, che da agosto è il primo ministro. Sta attraversando un grande periodo di transizione e sta affrontando problemi che l’affliggono da oltre 150 anni.

Secondo le linee guida dei Policy Brief, questo è un breve scritto che analizza le dinamiche politiche, strategiche ed economiche del Nepal con il duplice obiettivo, come richiesto dalla ricerca ISPI, di informare e di orientare le scelte di policy.

18
Nov

Tucci viene presentato da Formichi al Duce perché venga mandato a Vishvabharati

VishvabharatiTucci venne collocato fuori ruolo dal 1° gennaio 1927 e comandato senza limiti di tempo presso il Ministero degli Affari Esteri, Direzione generale delle Scuole italiane all’estero. Abbiamo visto però che dal novembre 1925

23
Ott

Era il settembre 1947 e Tucci scriveva ad Andreotti...

Giuseppe TucciQuesta è al prima lettera del carteggio Tucci-Andreotti, che gentilmente mi ha inviato il senatore.

Il 24 settembre 1947 Tucci si decise a scrivere al sottosegretario del Consiglio dei ministri Andreotti una lettera di quattro pagine dattiloscritte per chiedere un aiuto finanziario.

Voleva partire per la missione che l’avrebbe condotto a Lhasa e oltre, in Tibet centrale, e i buoni uffici di Giustino Valmarana, l’avvocato membro dell’Assemblea costituente, che aveva gli aveva già scritto per appoggiare la richiesta di Tucci di emettere un francobollo di Stato con la dicitura «Spedizione Italiana in Tibet – 1948», non avevano sortito a nulla. Così Tucci, che fu sempre un uomo deciso e pieno di iniziativa, prese in mano la situazione e scrisse personalmente al presidente:

Alla Onorevole Presidenza del Consiglio,

Signor Presidente

Il Governo di Lhasa come mi è stato a suo tempo comunicato, a mezzo del Ministero degli Affari Esteri, dal Foreign Office mi ha concesso il permesso di compiere una nuova spedizione scientifica nel territorio Tibetano.
La spedizione composta di cinque membri, partirà fra Gennaio e Febbraio e dovrà esplorare dal punto di vista storico, archeologico, linguistico, etnografico la zona di Lhasa e a S.E. di Lhasa, centro della cultura Tibetana.

Tucci aveva già riscosso un certo consenso negli ambienti politici. Il Sottosegretariato della Marina e il Sottosegretariato dell’Aviazione lo avevano già aiutato, aderendo alla sua richiesta e designando rispettivamente un ufficiale medico – Regolo Moise – e un sottufficiale fotografo – Piero Mele – da aggregare alla spedizione. Era cominciata da tempo la lunga collaborazione del Ministero della Marina con Tucci.

La spedizione è posta sotto gli auspici della Società geografica italiana.
Ho in gran parte provveduto al finanziamento della spedizione con mezzi privati, ma non sono ancora tuttavia riuscito a raggiungere la somma prevista; mi mancano almeno (nove) milioni.
Prego questa Onorevole Presidenza di concedermi tutto l’appoggio possibile e di mettermi in condizione di condurre a termine questa impresa che riafferma il prestigio della scienza Italiana.

Su Fosco Maraini, che partecipò anche lui alla spedizione, neanche un cenno. Probabilmente fu “arruolato” in seguito.

04
Ott

I media al tempo di Mussolini e di Tucci: una radio fascista a Kabul!

radio vecchiaIl potere dei media è stato sempre tenuto in grande considerazione da Mussolini, che usò tutti i mezzi e i personaggi utili alla sua causa: sminuire o combattere l’Impero Britannico.

Mohammed Iqbal Shedai era un esponente dell’Hindustan Gadar Party. Il partito, che aveva più volte subìto una dura repressione da parte degli inglesi, cercava appoggi internazionali. Così Shedai, che fra il 1915 e il 1919 era perseguitato per la sua attività sovversiva, era stato mandato in Italia.

Shedai diresse una trasmissione in hindi per l’EIAR. Nel 1941 tenne addirittura una radio clandestina a Kabul alimentata con «appropriate notizie fornite» dal ministro degli Esteri.

23
Giu

Giuseppe Tucci e l'Asiatica Association al PublishingCamp di Milano

Buddha readingAll’illusorietà di questo mondo, alle mille trappole che la rete di Māyā, il principio d’illusione che fa prendere per vero quello che vero non è, tende all’uomo, Tucci ha opposto la regola del lavoro, l’etica della ricerca e della disciplina incessante, la realizzazione di un progetto e di una rete di idee, il raggiungimento di una vetta, senza riposo, da quando era ragazzo fin quasi ai novant’anni.

Realizzò così, con la sua stessa esistenza, le ultime parole del Buddha:

Tutto è vano, sforzatevi senza tregua.

E’ per questo che porterò questo blog su Tucci e il lavoro che sto facendo da anni negli archivi del Ministero degli Affari Esteri e dell’Archivio Centrale dello Stato al prossimo barcamp di Milano, il PublishingCamp. Sto cercando di ricostruire degli aspetti inediti della politica in Asia di Mussolini.

E porterò anche l’Asiatica Association onlus, che riaprirà fra poco dopo un lungo periodo di inattività con nuove pagine e nuove persone: perché pubblica le prime riviste online del mondo (dal 1995) e perché tramite essa abbiamo cominciato a produrre libri, la raccolta degli articoli pubblicati, editi e rilegati nelle riviste.

Sono due esempi di publishing molto diversi ma ambedue richiedono di adattarsi ai diversi supporti, Web e carta, al diverso pubblico, alle diverse esigenze: questo è un blog di omaggio e di riflessione su di un personaggio e la sua epoca per un pubblico colto italiano mentre le riviste sono accademiche, in inglese per un pubblico di studiosi internazionali.

Spero di avere da voi idee, commenti, suggerimenti sia tecnici, sull’usabilità e la diffusione dei prodotti, sia sui contenuti e il modo di porgerli. Perché un libro, una rivista, un articolo, un video, un podcast e così via, ogni tipo di supporto mediatico e per pubblicare, se non hanno il riscontro reale dei lettori non sono niente.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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