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Articoli per la categoria “Sikkim”
13
Gen

Chi finanziava le spedizioni di Tucci in Tibet? Prassitele Piccinini e l’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO)

Immagine Tucci Prassitele PiccininiTucci aveva bisogno di grandi risorse finanziarie per le sue costose spedizioni in Tibet. E benché avesse scritto che quella del 1935 fino al Kailasa sarebbe stata l’ultima missione, nel 1937 Tucci partì da Gangtok, la capitale del Sikkim, e visitando i monasteri più antichi lungo la via commerciale da Kalimpong a Lhasa raggiunse Gyantse e ritornò per la stessa strada.

20
Dic

Avrà termine la vita di carovana...

Immagine Tucci Dainelli 2_1930Nel 1948, alla fine dell’esplorazione che lo aveva portato a Lhasa e oltre, Tucci diede l’addio al Tibet, un addio definitivo: da lì a qualche giorno avrebbe lasaciato l’Himalaya e riposato nell’afa umida del Sikkim e non sarebbe più tornato nel Paese delle nevi.

Avrà termine la vita di carovana; alla tenda succederanno
prima la casa, poi l’albergo, viaggeremo veloci sulle
automobili e sui treni, imprigionati in quei carri meccanici
che ubbidiscono al capriccio ed all’arbitrio dei motori e
dei congegni.[...]

20
Feb

Lhasa e il Potala in vista!

Nella spedizione del 1948 Tucci ottene il permesso di entrare a Lhasa, la capitale del Tibet. Finalmente scorse il Potala, la sede religiosa e amministrativa del governo, che né il tempo né i cinesi hanno danneggiato:

Verso mezzogiorno passo sotto il Potala: più che un palazzo è un’altra collina che continua la roccia, asimmetrico e capriccioso come l’opera della natura, eppure costruito con una coerenza interna per cui ogni angolo ed ogni linea te li aspetti così come sono, onde hai l’apparenza della regolarità dove tutto è arbitrario.

20
Lug

In Asia, ma non in Cina

thangkaStrano a dirsi, Tucci non andò mai in Cina. Fu il suo figlio diletto, l’IsMEO, ora IsIAO, di cui al tempo era presidente, a iniziare i rapporti culturali con la Cina comunista. Eppure lui non ci andò mai.

Dopo aver soggiornato in India insieme a Formichi nel 1925, Tucci si spinse nelle regioni himalayane per reperire i preziosi manoscritti che ora, grazie a lui, fanno dell’Italia uno dei più grandi depositi di testi rari di buddhismo tibetano del mondo. Quando il Tibet fu invaso dalla Cina, le sue spedizioni si rivolsero esclusivamente al Nepal, ricchissimo di arte, storia, reperti archeologici, manoscritti.

25
Apr

Tucci e i manoscritti: sempre il primo

mansocritto tibtanoTucci fece sempre quello che di volta in volta gli era più congeniale per portare avanti al meglio i suoi studi, soddisfare la sua sete immensa di sapere, riportare dall’Asia tesori e conseguire una fama che gli aprisse le porte di ambienti politici e intellettuali ancora chiusi agli stranieri, sempre con uno scopo: essere il primo.

08
Mar

Nagarjuna e il culto dei serpenti nel buddhismo

Non solo nell’induismo, ma anche nel buddhismo i serpenti sono venerati perché eressero i loro cappucci per proteggere il Buddha.

04
Gen

Europa e Asia: la sostanziale unità dell'Eurasia

EurasiaIn questi giorni bui di persecuzioni religiose conoscere Giuseppe Tucci fornisce una risposta all’apparente diversità fra fedi e culture. Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, Tucci espose sinteticamente ma organicamente la convinzione della sostanziale unità dell’Eurasia – perché occidentali e orientali non sono così diversi né, tantomeno opposti, anzi, hanno una storia comune:

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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