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Articoli per la categoria “Ananda”
22
Ago

La felicità e la nostalgia per il Tibet

TibetAbbiamo visto che Tucci aveva un animo inquieto, che lo spingeva a partire a caccia della felicità. E amava, più di tutto, le montagne del suo Tibet. Scrisse nel 1937 in Santi e Briganti nel Tibet ignoto, dopo sei esplorazioni nel Paese delle nevi:

Trovo gente che mi conosce: dopo tanti viaggi che ho fatto su queste terre mi pare quasi di essere diventato anch’io un figlio dell’Himalaya: e penso alla nostalgia di questi luoghi pur così tristi e deserti che m’assale quando sto in Europa e a quell’ansia che mi muove, quasi contro mio volere, a ritornare sulle impervie piste del tetto del mondo.

02
Ago

Tucci e l'amore

SpoletoNel 19 aprile 1920 Tucci sposò a Spoleto Rosa de Benedetti. Fu un matrimonio combinato e non si erano mai visti prima. Gli dette il suo unico figlio, chiamato come il cugino e discepolo preferito del Buddha, Ananda Maria.

Nel 1925 però Tucci sbarcò al porto di Bombay con la sua nuova fiamma, Giulia Nuvoloni, una studiosa che presentava a tutti come moglie.

22
Mar

Tucci, buddhista, non va a far visita al Dalai Lama a Roma

Dalai LamaTucci si prefessò più volte buddhista e chiamò l’unico figlio Ananda Maria. Ananda è infatti il nome del discepolo prediletto del Buddha.

Quando il Dalai Lama, S. S. Tenzin Gyatso, venne a Roma nel 1956 e incontrò il Papa, Tucci non andò però a fargli visita, sebbene lo avesse conosciuto e a Lhasa e fosse stato ospitato nella capitale per 15 giorni. Scrisse una lunga lettera su Il Tempo l’8 ottobre 1956,

[...] confermo ancora che io sono sinceramente Buddhista nel senso però che io seguo e cerco di rivivere in me le parole del Maestro nella loro semplicità originale, spoglie dalle architetture religiose speculative logiche e gnostiche che, nel corso del tempo, le hanno travisate e distorte. Pertanto sempre profondamente rispettoso delle opinioni delle persone che fanno testimonio della sincerità della propria fede, io non credo in Dio, non credo nell’anima, non credo in nessuna Chiesa ma in tre principi soltanto: retto pensiero, retta parola, retta azione, semplici a dirsi, difficilissimi a mettere in pratica con coraggio senza cedimenti, senza l’umiliazione del compromesso o gli indegni calcoli del vantaggio e dell’utile.

Secca e precisa la riposta dell’anonimo giornalista de Il Tempo. Meriterebbe di essere riportata per intero perché getta luce sul comportamento del grande studioso in occasione della visita: il “maoista” Tucci non offrì a Sua Santità neanche una tazza di tè, magari non zuccherata, anzi, non lo incontrò nemmeno!

Forse perché il Dalai Lama era un re in disgrazia, a tutti gli effetti costretto a fuggire dal suo paese, senza alcun potere, e vederlo sarebbe stato un atto di scortesia verso la Cina. La professione di adesione al buddhismo di Tucci, poi, dice il giornalista, è del tutto gratuita: la questione non era mai stata mai sollevata…

31
Ago

Tucci e Formichi a Vishvabharati e il seme delle grandi spedizioni

Arte del Nepal

Tucci, chiamato da Formichi, nell’anno accademico 1925-1926 insegnò Lingua e cultura italiana a Vishvabharati. Inizialmente il luogo un ashram, un eremo in mezzo al verde, fondato nel 1863 da Devendranath Tagore, padre di Rabindranath. Quest’ultimo nel 1901 convertì l’eremo in una scuola sperimentale di soli cinque studenti che da lì a poco venne chiamata Patha Bhavan. Questo tipo di scuola tradizionale, chiamato gurukul, è basato sullo stretto rapporto fra allievi e guru, che vive a stretto contatto con loro e risiede vicino, spesso nella stessa casa. Nelle varie costruzioni maestri e discepoli si ritiravano per condividere i pasti, le attività ricreative, gli studi, le interminabili discussioni filosofiche e letterarie, che potevano continuare per notti e giorni quasi ininterrottamente, le preghiere. Lì viveva anche Rabindranath.

Il primo direttore di Vishvabharati fu il pandit Vidhushekara Bhattacarya. Così Formichi lo descrive al suo arrivo alla stazione di Bolpur:

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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