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Articoli per la tag “andreotti” · pagina 3
22
Apr

Il nazionalismo di Tucci

Italian flag in RomeE’ da tanto che non scrivo qui perché sto finendo di rivedere un libro che avrei dovuto consegnare un po’ di mesi fa. Un lavoraccio! E’ la versione su carta, che appare del tutto diversa da quella sullo schermo del mio computer: ho trovato diversi errori.

Ma oggi ho letto un articolo di Gianni Riotta su The Wall Street Journal dove l’autore spara a zero sull’Italia meridionale.

Mi sono chiesta se Tucci avrebbe fatto altrettanto: no, lui non lo avrebbe mai fatto. Sia nelle lettere al Duce sia in quelle ad Andreotti è chiaro che lui teneva moltissimo all’immagine dell’Italia all’estero. Fu fortemente nazionalista. Anche per questo negli anni Trenta voleva entrare a Lhasa, perché c’erano già entrati i tedeschi, i francesi e ovviamente gli inglesi: ma non gli italiani.

05
Apr

Giuseppe Tucci e Giulio Andreotti, un rapporto lungo quasi quarant'anni

Ero da poco Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948), quando conobbi il Professor Tucci e rimasi affascinato dall’entusiasmo con il quale presentava la spedizione scientifica nel Tibet come segno di continuità italiana nelle cose serie. Poco dopo uscì la magnifica pubblicazione sulla pittura tibetana, che fu un altro segno di ripresa qualitativa nel campo artistico e culturale (oltre che grafico).

Questo è uno stralcio del Ricordo di Giuseppe Tucci che Giulio Andreotti lesse in Senato il 28 giugno 1993. Tucci e Andreotti furono amici e corrisposero fino alla morte del maestro. Certo, amici per quanto lo potesse essere uno scienziato famoso, che nel 1947 aveva 53 anni ed era a perenne caccia di soldi per le sue esplorazioni, e un politico giovanissimo, che al tempo aveva solo 28 anni ed era già vicepresidente del Consiglio, era già molto influente e di soldi era in grado di erogarne parecchi.

Andreotti capì subito il valore dello scienzatto e gli finanziò la spedizione nel Tibet del 1948, quando Tucci ragiunse Lhasa e incrontrò il Dalai Lama.

16
Feb

L'incredibile salute di Giuseppe Tucci

LemonTucci non si ammalava mai. Percorse oltre 20.000 chilometri, perlopiù a piedi o in pony; dormì per mesi in tende all’addiaccio, nel clima gelido e ventoso del Tibet, tiepido il giorno e di molto sottozero la notte, nei pianori e le valli alte dell’Himalaya, per un totale di diversi anni; percorse deserti e attraversò fiumi e le risaie malsane del Nepal; e non si ammalò mai fino a che ebbe passato da un pezzo la sessantina.

Il senatore Andreotti dice che, oltre a una costituzione fisica eccezionale, il merito andava al bicchiere di succo di limone che beveva ogni mattina a digiuno.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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