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Articoli per la tag “ballini”
03
Dic

Mostra Tibet, tesori dal Tetto del mondo: botta e risposta con il curatore

Vista la richiesta di molti lettori, pubblico qui la risposta del dott. Màdaro, curatore della mostra Tibet, tesori dal tetto del mondo al mio post di prima – che mi è stata data sulla mia pagina personale di Facebook – e per intero la nostra conversazione.

Enjoy!

29
Nov

Buddhismo tibetano, politica e polemiche

Ho letto in ritardo, ma con un certo stupore, l’articolo di Adriano Màdaro, curatore della mostra Tibet, tesori dal Tetto del Mondo che si è aperta il 20 ottobre a Treviso. Il pezzo si intitola “Mostra sul Tibet, la politica non c’entra”.

Premetto che non appartengo a nessuna associazione o partito politico e amo la cultura sia cinese sia tibetana, che ho avuto il privilegio di studiare a Roma con maestri quali Luciano Petech e Paolo Daffinà. Petech, come si sa, è stato anche una delle massime autorità a livello mondiale sul Tibet, dopo il suo maestro Giuseppe Tucci, ed è stato presidente dell’ International Association for Tibetan Studies negli anni 1989–1995.

Mi sono stupida dell’articolo per diversi motivi. Perché il dottor Màdaro definisce Ambrogio Ballini “il più noto indologo e studioso del Buddismo del Novecento”? E’ l’unico al mondo a pensarlo. Poi cita la sua definizione del tutto obsoleta, già al tempo, del buddhismo tantrico o Vajrayāna del 1949. Ballini dice del buddhismo del Tibet che “tutto ciò segna l’ultima degenerazione della dottrina dell’Illuminato…”. E Màdaro aggiunge: “Sottolineo la parola degenerazione”.

A sostegno delle tesi di Ballini e del “giudizio ─ storico e scientifico ─ sul Buddismo tantrico lamaista tibetano” che dà lo stesso Màdaro, cita “il Prof. Luigi Visintin, famoso geografo e curatore dell’autorevolissimo Calendario Atlante De Agostini”. Tralascio il fatto che la parola “buddhismo” si scrive ormai da decenni con la h, dato che deriva da Buddha (e dalla radice sanscrita budh, svegliarsi): buddismo è un modo obsoleto di scriverlo, dovuto ai diktat ortografici del purismo del regime fascista, che prima informalmente e poi con una legge del 23 dicembre 1940 vietò l’uso delle parole straniere.

Riporta Màdaro che “il famoso geografo” Visintin afferma che “il Lamaismo, forma corrotta di Buddismo, è la religione di questo strano paese (Tibet) fatto di monasteri…”. Come se un geografo fosse l’autorità suprema per dare spiegazioni scientifiche sul buddhismo o sulla storia delle religioni in genere.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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