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Articoli per la tag “cinese”
09
Ago

La scuola orientale di Giuseppe Tucci

Giuseppe TucciGiuseppe Tucci sin da giovane voleva creare una scuola, un gruppo di studenti fedelissimi e ultraselezionati che continuassero il suo lavoro e che si sostenessero a vicenda.Una scuola orientale, ovviamente.

E nel 1930, a 36 anni, divenne titolare di Cinese presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli.

08
Lug

La Cina e l'edizione cinese di Indo-Tibetica

Giuseppe TucciUn gentile lettore mi scrive:

Sono appassionato da sempre di Tibet e di Tucci. In Tibet sono stato una decina d’anni fa. Ho saputo di recente che ISIAO ha contribuito a realizzare l’edizione cinese di Indo Tibetica (io sono alla ricerca dell’originale da anni). Trovo curioso che se ne sia realizzata una nuova edizione per la Cina, che in fondo è la maggiore responsabile della perdita di una parte del patrimonio artistico del Tibet, ma non ancora per l’Italia. A Kathmandu ho visto persino un’edizione indiana anche se la stampa era davvero povera.

A suo parere, perché non esiste ancora una nuova versione italiana di Indo Tibetica?
Ritiene che se venisse realizzata potrebbe trovare un suo pubblico o resta un’opera per addetti ai lavori?
Tucci resta un personaggio scomodo che si preferisce dimenticare? [...]

Questa la mia risposta:

Come mai si interessa così tanto a Tucci, se posso saperlo? Io ho comprato l’edizione originale di Indo-tibetica a svendita all’università di Harvard, avevano un doppione. La riedizione italiana è costosa e forse inutile, molte cose sono sorpassate. Ma molte cose ancora valide. Ma sono tanti libri sa? E produrre libri costa moltissimo, e ancora di più costa la distribuzione. Per l’edizione cinese forse il governo cinese avrà contribuito o forse, più probabilmente, l’ISIAO vorrà compiacerlo. [...]

Tucci è un personaggio molto, molto scomodo.

E voi che ne pensate? Perché tradurre un libro di arte tibetana proprio in cinese – e perché non ripubblicarlo in italiano?

31
Dic

Limes - Il pianeta India: Gandhi dynasty

Limes Pianeta IndiaSe volete finire l’anno in bellezza andate subito a comprare Limes – Pianeta India. E’ un numero interamente dedicato al subcontinente che ha onorato Giuseppe Tucci conferendogli il prestigioso Premio Jawaharlal Nehru per la Comprensione Internazionale.

Limes è un’ottima rivista di geopolitica e a questo numero hanno collaborato grandi firme internazionali. Più modestamente, troverete anche il mio articolo Gandhi dynasty, sulla famiglia che ha generato tre primi ministri – Jawaharlal Nehru, Indira e Rajiv Gandhi -, e che ha più influenzato la politica non solo dell’India, ma del mondo.

Fu Nehru, infatti, che al tempo della Guerra fredda decise di non allinearsi né con l’Occidente e la NATO, né con l’URSS e i Paesi dell’Est, scegliendo per l’India una terza via di non allineamento e di neutralità, via che hanno percorso in seguito anche i paesi dell’America centrale e meridionale, quelli della Penisola Arabica, l’Africa e il Sudest asiatico. Tutti conoscono poi l’enorme sviluppo che sta avendo l’India a livello economico, uno sviluppo temuto dal gigante confinante, la Cina, e voluto dai politici che si sono avvicendati e dalle multinazionali, che hanno fatto parlare di neo-colonialismo occidentale sul suolo indiano.

  • Gandhi dynasty
  • Il primo ministro Jawaharlal Nehru (1889-1964)
  • Indira Gandhi (1917-1984), Feroze Khan (1912-1960) e il figlio Sanjay (1946-1980): la dinastia cresce
  • Il potere dei Gandhi si allarga a macchia d’olio
  • Una, dieci, cento dinastie
  • Una grande famiglia per la più grande democrazia del mondo, dove le cariche si tramandano per via parentale. Dal padre del primo capo del governo indiano, Jawaharlal Nehru, fino al figlio di Sonia, Rahul Gandhi, una storia di potere, influenza e nepotismo.

    30
    Dic

    Formichi parla del suo allievo - II

    lezione di grammatica sanscrita(Da qui) Evidentemente ci troviamo di fronte a quel dono di natura che consente ad alcuni uomini privilegiati d’imparare con stupefacente facilità e in brevissimo tempo le lingue magari le più difficili. Giuseppe Tucci, in altri termini, possiede in massimo grado quello che da noi si suole chiamare il bernoccolo linguistico.

    19
    Dic

    Formichi parla del suo allievo - I

    Rabindranath TagoreCarlo Formichi, il maestro di Tucci, ci ha lasciato un resoconto dettagliato del suo soggiorno a Śāntiniketan e, parlando dell’«amico Tucci», ha dipinto il suo ex allievo e la vita che lui svolgeva nell’università del Nobel per la Letteratura Tagore (in foto):

    Uscendo da casa del Poeta facevo sempre una passeggiata più o meno lunga in compagnia di qualcuno. Questo qualcuno cedette il posto al Tucci, il quale non tardò a raggiungermi nel rifugio di pace per insegnarvi lingua e letteratura italiana ed accrescere il prestigio dell’Italia e del suo Governo.

    15
    Ago

    Shantiniketan, università internazionale

    L’università di Tagore era un luogo di incontro e di cultura dove venivano a insegnare da tutto il mondo.

    Nel 1929 tenne dei corsi il noto esponente di judo Shinzo Takagaki; nel 1933 lo scià Reza Pahlavi inviò nella scuola lo studioso di zoroastrismo Ibrāhīm Pūrdāvūd e nel 1939 divenne insegnante di Belle arti il famoso artista cinese Péon Ju, chiamato dal fondatore del dipartimento di Studi cinesi, Yün-shan T’an.

    24
    Apr

    Giuseppe Tucci e Ananda Tucci

    madre di KlimtGiuseppe Tucci ebbe un solo figlio, Ananda Maria, avuto da Rosa De Benedetto, che nacque nel 1923. Quando i genitori si separarono, perché lei era stanca di non vedere mai il marito, Ananda aveva solo quattro anni ma fu affidato dal tribunale a Peppino.

    Ovviamente lui lo fece allevare dai genitori nelle Marche. Non aveva tempo per quel bambino strano, un po’ ribelle. Aveva ben altro da fare. Ananda significa “beatitudine” ma nella sua non lunga vita lui non fu per niente felice.

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    L’autore

    Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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