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Articoli per la tag “cultura” · pagina 2
15
Lug

Su Tucci, una leggenda italiana. In un libro, le gesta di un esploratore dell’Oriente riscoperto ai giorni nostri

all yoga

09
Mag

Tucci e Andreotti, un'amicizia durata 37 anni

05_06_13_10_17_45_1_nazionaleEro da poco Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947–1948), quando conobbi il Professor Tucci e rimasi affascinato dall’entusiasmo con il quale presentava la spedizione scientifica nel Tibet come segno di continuità italiana nelle cose serie. Poco dopo uscì la magnifica pubblicazione sulla pittura tibetana, che fu un altro segno di ripresa qualitativa nel campo artistico e culturale (oltre che grafico).

Questo è uno stralcio del “Ricordo di Giuseppe Tucci” che Andreotti lesse in Senato il 28 giugno 1993.

09
Apr

Giuseppe Tucci a casa di Alexa

immagine libro Alexa Roth_9aprile2013Sì, L’esploratore del Duce a casa di Alexa Roth, scattata il 7 aprile. Alexa che ha preso il libro e lo ha messo opportunamente vicino a uno di Fosco Maraini, il compagno di Giuseppe Tucci nella spedizione del 1937 e parte di quella del 1948.

13
Feb

Cultura e potere: Giuseppe Tucci e Fosco Maraini

Layout 1In occasione della commemorazione di Giordano Bruno, messo al rogo dalla Santa Inquisizione nel 1600, sabato 16 febbraio si terrà a Roma il dibattito “Cultura e potere. La libertà di pensiero come valore fondante della società contemporanea ricordando due intellettuali italiani del Novecento: Giuseppe Tucci e Fosco Maraini”. L’incontro verte sul ruolo degli intellettuali attraverso due figure chiave del 900, Giuseppe Tucci e Fosco Maraini.

Io presento il libro “L’esploratore del Duce. Le avventure di Giuseppe Tucci e la politica italiana in Oriente da Mussolini a Andreotti” (2012).

13
Dic

Il martirio volontario del sapere

Nel Tucci la miracolosa facilità di apprendere le lingue si associa con un temperamento scientifico di primissimo ordine, vale a dire con la sete, la passione del sapere, la quale rende l’uomo come invasato, ossessionato dall’unica idea d’imparare, ricercare, chiarire, e lo costringe a passare le ore del giorno e della notte fra i libri, le pergamene, le carte, i ruderi.

03
Dic

Mostra Tibet, tesori dal Tetto del mondo: botta e risposta con il curatore

Vista la richiesta di molti lettori, pubblico qui la risposta del dott. Màdaro, curatore della mostra Tibet, tesori dal tetto del mondo al mio post di prima – che mi è stata data sulla mia pagina personale di Facebook – e per intero la nostra conversazione.

Enjoy!

29
Nov

Buddhismo tibetano, politica e polemiche

Ho letto in ritardo, ma con un certo stupore, l’articolo di Adriano Màdaro, curatore della mostra Tibet, tesori dal Tetto del Mondo che si è aperta il 20 ottobre a Treviso. Il pezzo si intitola “Mostra sul Tibet, la politica non c’entra”.

Premetto che non appartengo a nessuna associazione o partito politico e amo la cultura sia cinese sia tibetana, che ho avuto il privilegio di studiare a Roma con maestri quali Luciano Petech e Paolo Daffinà. Petech, come si sa, è stato anche una delle massime autorità a livello mondiale sul Tibet, dopo il suo maestro Giuseppe Tucci, ed è stato presidente dell’ International Association for Tibetan Studies negli anni 1989–1995.

Mi sono stupida dell’articolo per diversi motivi. Perché il dottor Màdaro definisce Ambrogio Ballini “il più noto indologo e studioso del Buddismo del Novecento”? E’ l’unico al mondo a pensarlo. Poi cita la sua definizione del tutto obsoleta, già al tempo, del buddhismo tantrico o Vajrayāna del 1949. Ballini dice del buddhismo del Tibet che “tutto ciò segna l’ultima degenerazione della dottrina dell’Illuminato…”. E Màdaro aggiunge: “Sottolineo la parola degenerazione”.

A sostegno delle tesi di Ballini e del “giudizio ─ storico e scientifico ─ sul Buddismo tantrico lamaista tibetano” che dà lo stesso Màdaro, cita “il Prof. Luigi Visintin, famoso geografo e curatore dell’autorevolissimo Calendario Atlante De Agostini”. Tralascio il fatto che la parola “buddhismo” si scrive ormai da decenni con la h, dato che deriva da Buddha (e dalla radice sanscrita budh, svegliarsi): buddismo è un modo obsoleto di scriverlo, dovuto ai diktat ortografici del purismo del regime fascista, che prima informalmente e poi con una legge del 23 dicembre 1940 vietò l’uso delle parole straniere.

Riporta Màdaro che “il famoso geografo” Visintin afferma che “il Lamaismo, forma corrotta di Buddismo, è la religione di questo strano paese (Tibet) fatto di monasteri…”. Come se un geografo fosse l’autorità suprema per dare spiegazioni scientifiche sul buddhismo o sulla storia delle religioni in genere.

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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