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Articoli per la tag “giornali” · pagina 2
28
Set

I media al tempo di Mussolini e di Tucci: la xenomania

Istituto LuceI media era completamente in mano al Duce. Oltre al MinCulPop, fondato nel 1937 ma operativo sin dal 1925, e abolito nel 1944, il Regime si serviva anche di altri media come il servizio radiofonico EIAR, l’Istituto Luce per il cinema e e altri enti e organismi nazionali come la SIAE (Società italiana per gli autori e gli editori) e l’Automobil Club.

Nel gennaio 1928 Arnaldo Mussolini fu nominato Vice-presidente dell’EIAR, l’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, nato dall’Unione Radiofonica Italiana (URI), per sottolineare quanto fosse importante per il Duce controllare la radio. La televisione doveva ancora venire.

31
Ago

L'adesione al buddhismo di Tucci

Perché Tucci diventò buddhista? Tucci dichiarò al giornalista Dar, che lo intervistò quando aveva più di ottantaquattro anni per l’Indian Express, che gli chiese come mai cominciò a interessarsi all’India e al buddhismo:

Ho trovato il buddhismo molto più semplice. È solo una dottrina etica. Tutto è basato sulla sincerità e tu sei completamente libero.

18
Ago

Tucci e Maraini, gli eterni nemici: ma poi, perché?

Tibetan childHo parlato diverse volte dell’ostilità che si creò fra Giuseppe Tucci e Fosco Maraini, il bel giovane che lo accompagnò, in qualità di fotografo, nelle missioni in Tibet centrale del 1937 e del 1948, anche se in quest’ultima solo per un breve tratto.

Infatti, abbiamo visto che pare che solo a Tucci le autorità avessero concesso il permesso di arrivare fino a Lhasa. O così lui racconta.

C’è un giornalista che pochi giorni fa ha parlato di Tucci e di Maraini. E’ Lorenzo Cairoli, che riporta un brano di Maraini sul burro e l’ampio uso che se ne faceva, ordinario e rituale, quando ancora il Tibet era un paese autonomo, con la sua identità culturale inviolata.

L’articolo di Maraini è stato pubblicato in un numero de Le vie del mondo, del febbraio 1951, e questo è parte del brano che ha trascritto Lorenzo nel suo bel blog:

Il burro ha un posto importantissimo nella vita tibetana; col burro si pagano in gran parte le tasse, il burro si porta in dono e si riceve in dono, il burro si discioglie nel tè emulsionandolo con la soda, di burro le donne si spalmano la faccia e i capelli, col burro ci si ripara dal freddo e dal vento ungendosi il corpo, il burro si offre agli dei [...]

10
Lug

Enrica Garzilli sull'inserto Nòva del Sole 24 Ore: come usare le fotografie di scarto

Enrica GarzilliVi ricordate che oggi è giovedì e dovete comprare il Sole 24 Ore, vero? Ché nell’inserto Nòva c’è un mio articolo su di un blog di fotogiornalismo stupendo di The Boston Globe.

Sarebbe bello poter usare qualcuna delle migliaia di foto di Tucci delle spedizioni che non sono entrate nei repertori ufficiali per realizzare qualcosa di simile!

22
Mar

Tucci, buddhista, non va a far visita al Dalai Lama a Roma

Dalai LamaTucci si prefessò più volte buddhista e chiamò l’unico figlio Ananda Maria. Ananda è infatti il nome del discepolo prediletto del Buddha.

Quando il Dalai Lama, S. S. Tenzin Gyatso, venne a Roma nel 1956 e incontrò il Papa, Tucci non andò però a fargli visita, sebbene lo avesse conosciuto e a Lhasa e fosse stato ospitato nella capitale per 15 giorni. Scrisse una lunga lettera su Il Tempo l’8 ottobre 1956,

[...] confermo ancora che io sono sinceramente Buddhista nel senso però che io seguo e cerco di rivivere in me le parole del Maestro nella loro semplicità originale, spoglie dalle architetture religiose speculative logiche e gnostiche che, nel corso del tempo, le hanno travisate e distorte. Pertanto sempre profondamente rispettoso delle opinioni delle persone che fanno testimonio della sincerità della propria fede, io non credo in Dio, non credo nell’anima, non credo in nessuna Chiesa ma in tre principi soltanto: retto pensiero, retta parola, retta azione, semplici a dirsi, difficilissimi a mettere in pratica con coraggio senza cedimenti, senza l’umiliazione del compromesso o gli indegni calcoli del vantaggio e dell’utile.

Secca e precisa la riposta dell’anonimo giornalista de Il Tempo. Meriterebbe di essere riportata per intero perché getta luce sul comportamento del grande studioso in occasione della visita: il “maoista” Tucci non offrì a Sua Santità neanche una tazza di tè, magari non zuccherata, anzi, non lo incontrò nemmeno!

Forse perché il Dalai Lama era un re in disgrazia, a tutti gli effetti costretto a fuggire dal suo paese, senza alcun potere, e vederlo sarebbe stato un atto di scortesia verso la Cina. La professione di adesione al buddhismo di Tucci, poi, dice il giornalista, è del tutto gratuita: la questione non era mai stata mai sollevata…

27
Gen

Gentile e Tucci aderiscono alle leggi razziali del 1938

leggi razzialiIl Manifesto degli scienziati razzisti fu sottoscritto da centottanta scienziati del regime e pubblicato sul Giornale d’Italia il 14 luglio 1938. Secondo i diari di Bottai e di Ciano fu redatto quasi completamente da Mussolini.

La Dichiarazione sulla razza fu approvata dal Gran Consiglio del Fascismo il 6 ottobre 1938 e qualche giorno dopo venne pubblicata sul Foglio d’ordine del PNF. Con l’ultimo paragrafo il Gran Consiglio prese atto «con soddisfazione che il Ministro dell’Educazione Nazionale ha istituito cattedre di studi sulla razza nelle principali Università del Regno».

Fu anche stilato un elenco (qui) delle personalità che si schierarono pubblicamente in favore della legge razziale. Fra i vari politici, studiosi, religiosi e giornalisti, Giovanni Gentile, fondatore e presidente dell’IsMEO, ora ISIAO, e il vicepresidente dell’IsMEO Giuseppe Tucci.

Di tutti i professori universitari del regno, solo 12 non avevano firmato fedeltà a Fascismo. La vergogna dell’aderenza alle leggi razziali fu la conseguenza di quell’atto.

16
Gen

Tucci scienziato o presuntuoso credente?

sleeping BuddhaUno scienziato, in quanto tale, non dovrebbe assumere posizioni ideologiche fideistiche, cioè con dei presupposti assiomatici, ma aperte e tolleranti, perché la scienza non è fideista. Tucci però fu scienziato e fervente buddhista. Il Buddhismo è religione e un sistema di vita molto congeniale ai suoi studi, specie se interpretato come lo interpretò lui.

Non si sa quando Tucci intraprese la via del Buddha. Infatti, come la maggior parte dei bambini italiani del tempo, fu battezzato nella fede cristiana e nel rito cattolico. Il giornalista A. N. Dar intervistò Tucci dopo il suo pensionamento come presidente dell’IsMEO, nel 1978 – quando era aveva più di 84 anni — per l’Indian Express, uno dei più grandi quotidiani indiani, pubblicato a Delhi, Bombay e Madras. E gli chiese come mai cominciò a interessarsi all’India e al Buddhismo.

Il maestro gli rispose che probabilmente tutto questo era dovuto a una sua vita precedente.

Interpretò però il Buddhismo in modo sui generis. Infatti, vi sono cinque precetti obbligatori per monaci e per laici, per i maschi e per le femmine di qualsiasi scuola, a cui ognuno si deve attenere in modo rigoroso – ma vedremo che Tucci non li rispettò tutti appieno:

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L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

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