Acquista L'esploratore del Duce su Amazon
Articoli per la tag “tucci”
15
Mag

Ancora L'esploratore del Duce nello studio bibliografico Libri dall'Asia!

Exif_JPEG_PICTURE
Ancora tanti altri libri nello Studio bibliografico Libri dall’Asia di Parma. Grazie!

21
Nov

"Tucci seduttore" di Sergio Romano, biblioteca Sormani di Milano, 20 novembre 2012

Ieri la presentazione del libro alla Biblioca Sormani, qui a Milano, è andata benissimo. A lato vedete Sergio Romano (con gli occhiali) insieme a Aldo Pirola, direttore del sistema bibliotecario del comune di Milano, Guglielmo Duccoli, direttore de L’Illustrazione Italiana (di spalle), e io.

Romano ha parlato di Tucci, con il quale ha avuto rapporti quando lui era ambasciatore e il nostro, che ha iniziato l’archeologia italiana in Asia nel 1956, nella valle dello Swat in Pakistan, aveva bisogno di tutto l’appoggio del governo per aprire i campi archeologici in paesi stranieri.

Romano ha dato una definizione di Tucci lampante e azzeccatissima: era un seduttore! Ha detto che era assolutamente conscio e sicuro di essere un genio, arrogante, autoritario con i dipendenti, gentilissimo con i superiori, collerico. Insomma, un vero caratteraccio, si può dire. Ma soprattutto era un seduttore, perché seduceva per vincere, per conquistare.

Condivido appieno il suo punto di vista: Tucci aveva una volontà ferrea e voleva primeggiare a ogni costo, e per farlo seduceva in tutti i modi. Umile con i potenti e potente con gli umili, suadente, “arido come le steppe del deserto” – così diceva di sé -, ma tanto sensibile da piangere ascoltando la poesia Canto notturno di un pastore errante nell’Asia, amava il buon cibo, il buon brandy e le belle donne ma trascorreva giorni a ricomporre pezzi di manoscritti in sancrito. E potrei fare mille esempi del suo essere contraddittorio. Ma per vincere usava tutti i mezzi, anche la seduzione.

Anche il suo essere buddhista, ha detto Romano, era solo un modo per farsi benvolere in Tibet, il paese dove il buddhismo vajrayana era meglio rappresentato, prima dell’invasione cinese. Anche in questo forse ha ragione. Il buddhismo di Tucci infatti è del tutto sui generis: “senza chiese e senza regole, tu dai retta solo alla tua coscienza e sei perfettamete libero”, ha dichiarato a un giornalista indiano quando aveva quasi 80 anni. Ma il buddhismo è una religione molto strutturata e molto ritualistica e anche molto settaria, altro che senza chiese e senza regole! Ma a Tucci, il più grande studioso di buddhismo che l’Italia abbia mai avuto e uno dei più grandi tibetologi a livello mondiale, piaceva pensarla così. Certo, questo buddhismo era più comodo..

Rispetto alla famosa conversione di Tucci alla Chiesa Cattolica, fatta presumibilmente pochi giorni prima di andarsene il 5 aprile 1994, rimane solo una nota, non scritta di suo pugno, che un comune amico fece pervenire ad Andreotti. L’ho messa nel libro.

Andreotti a questa conversione non ci ha mai creduto, né ci crede Romano. Io francamente non saprei, la gente prima di andarsene fa stranezze, un po’ per paura dell’adilà e un po’ – chi sa. Già in altre lettere ad Andreotti Tucci parla di San Paolo, per esempio. Ma certamente lo avrà scritto per compiacere il cattolicissimo senatore. Certo che, se fosse vero che era rientrato “definitivamente” in seno a Santa Romana Chiesa, l’influenza di Francesca Tucci Bonardi, la terza moglie di Tucci, che è tuttora una fervente cattolica, penso sia stata molto forte.

Prima di Romano ha fatto le presentazioni Aldo Pirola, direttore del sistema bibliotecario urbano di Milano, che ha anche fatto una breve storia della Sala del Grechetto dove si è svolto l’incontro, affrescata magnificamente con flora e soprattutto fauna di tutto il mondo. Pirola ha ripreso la parola dopo di me per parlare del libro e del “poderoso e puntiglioso” apparato archivistico e bibliografico. E ha detto che è anche un’opera di riferimento – cosa che mi ha lusingato molto perché è precisamente quello che volevo fare: dare un aiuto, essere di riferimento per i lettori, non solo per gli studiosi, i giornalisti e gli addetti ai lavori. Che ci posso fare se adoro spulciare negli archivi per giorni e giorni, per mesi di seguito, e mi piace stare seppellita nella carte e nei documenti? Adoro quegli odori, quei fruscii, lo sgretolarsi leggero delle vecchie carte e delle veline e adoro la compagnia dei personaggi citati nei documenti. E poi sono molto curiosa e mi piace viaggiare in un tempo che non c’è più e conoscere nuovi mondi.

Prima che illustrassi il magnifico video su Tucci realizzato da Claudio Cardelli, presidente dell’Associazione Italia-Tibet, ha parlato Guglielmo Duccoli, direttore de L’Illustrazione Italiana. Ha raccontato soprattutto della collaborazione di Tucci con la rivista, che per 160 anni ha raccontato con le immagini e begli articoli la storia d’Italia e del mondo agli italiani borghesi e agli intellettuali. Una collaborazione che, a differenza di quello che hanno fatto tanti altri studiosi, è continuata anche dopo la fine del Fascismo. Qualche foto che ho usato nel libro è proprio tratta dalla rivista, che ha anche pubblicato recentemente un numero monografico sugli esploratori italiani – fra cui “Giuseppe Tucci, l’Indiana Jones italiano“.

Insomma, a detta di chi c’era è stata una serata molto piacevole, i relatori sono stati bravissimi. Io li ringrazio di cuore. E ringrazio tutti voi che siete venuti, a cominciare da Marco Goldoni, che ha disegnato le bellissime mappe delle esplorazioni di Tucci che corredano il libro. E anche il professor Vito Salierno, direttore della Fondazione Iqbal del Pakistan, che fu scelto da Tucci per aprire il Centro di Cultura Italiano a Karachi nel 1960 (Tucci fu il suo diretto superiore per quattro anni), Stefano Cordero di Montezemolo, la cui nonna era nel comitato Premio Medaglie d’Oro che ha onorato Tucci con un premio per l’archeologia, Fausto Sparacino, vice direttore dell’Associazione Italia-Tibet, Filippo Carlo Cattaneo, Rodolfo Gomez, Alessandra Patti, Angela Maurogiovanni, Corrado Pizzi e tanti altri… Grazie a tutti: alla biblioteca Sormani, a Duccoli e Romano e a tutti voi! Per merito vostro anche per me è stata una bellissima serata.

(In foto: parla Aldo Pirola, vicino Sergio Romano e vicino a me che scatto Gugliemo Duccoli).

06
Ott

Il fascismo di Giuseppe Tucci: “non fu fascista, fu tuccista” (Fosco Maraini)

Stamattina è stato pubblicato un articolo intervista, quasi a tutta pagina, su Giuseppe Tucci. E’ su Il Giornale (p. 29), a firma di Luca Negri, e si intitola “Vi racconto Giuseppe Tucci che regalò l’Oriente al Duce. La biografa svela vita e avventure dello studioso che tenne i rapporti con l’India e col Giappone in nome di Mussolini. E portò Gandhi in Italia”. L’articolo è ben fatto, anche se c’è un’inesattezza (certamente colpa mia che parlavo veloce): Tucci non portò Gandhi in Italia, ma lui e Carlo Formichi, il suo professore di sanscrito, portarono in Italia il Nobel Rabindranath Tagore.

Questo non toglie il fatto che l’articolo sia fatto davvero bene e sia corredato di una bella foto di Tucci durante un’esplorazione.

Quello che non capisco è la polemichetta su Facebook a proposito dell’articolo. Gente, anche colta, che dice di non volerlo leggere perché è stato pubblicato da Il Giornale. Non farò il discorso della sostanziale indifferenziazione, ormai, delle categorie politiche italiane, dello sfascio generale della nostra società civile e del nostro sistema politico e via dicendo. Sparerei sulla Croce Rossa.

25
Feb

"Giuseppe Tucci: l'Indiana Jones italiano" su L'Illustrazione Italiana

L'illustrazione italiana, N. 5Gli articoli scritti da Giuseppe Tucci su L’Illustrazione italiana, con il pezzo di apertura di Enrica Garzilli.

La prestigiosa rivista milanese fondata dai geniali fratelli Treves, che ha pubblicato articoli accompagnati da stupende foto fino al 1962, dopo alterne vicende con il nuovo proprietario My Way Media nel 2010 ha ripreso le pubblicazioni con dei numeri monografici.

Il primo numero del 2011 è molto suggestivo ed è intitolato “Italiani alla scoperta del mondo”. Ogni articolo riproduce la copia anastatica degli articoli dell’autore e delle foto del tempo ed è corredato da un pezzo di apertura, scritto dallo specialista di quel personaggio, di quell’avventura, di quell’evento.

20
Feb

Lhasa e il Potala in vista!

Nella spedizione del 1948 Tucci ottene il permesso di entrare a Lhasa, la capitale del Tibet. Finalmente scorse il Potala, la sede religiosa e amministrativa del governo, che né il tempo né i cinesi hanno danneggiato:

Verso mezzogiorno passo sotto il Potala: più che un palazzo è un’altra collina che continua la roccia, asimmetrico e capriccioso come l’opera della natura, eppure costruito con una coerenza interna per cui ogni angolo ed ogni linea te li aspetti così come sono, onde hai l’apparenza della regolarità dove tutto è arbitrario.

07
Ott

1948: arrivo a Lhasa, la città proibita

monaco a LhasaAbbiamo visto che l’oracolo di Yatung disse a Tucci che sarebbe entrato a Lhasa. In effetti durante la spedizione in Tibet del 1948 Tucci arrivò a Lhasa, la città proibita agli stranieri. Vide il Potala, che era la sede religiosa e amministrativa del governo, e lo descrisse così:

18
Ago

Narthang, la biblioteca del Tibet e i volumi del Kanjur e del Tanjur

Mao con libretto rossoOccorsero sei giorni alla spedizione Tucci del 1948 per arrivare nella valle dove si trova il monastero di Narthang. Il posto era conosciuto come “la biblioteca del Tibet” perché qui si trovava la più grande stamperia della parte centrale del paese, dove al tempo pubblicavano i 108 volumi tradizionali del Kanjur e i 224 del Tanjur. L’intera raccolta di matrici però non si trova più nel monastero, sembra che nel 1966 sia stata distrutta dalle Guardie rosse cinesi.

Su Amazon e in libreria

Leggi il piano dell’opera, acquista i due volumi su Amazon.

L’autore

Enrica Garzilli Enrica Garzilli è specialista dell’Asia moderna e dell’Oriente, si è laureata in sanscrito alla Scuola Orientale di Roma con i più amati allievi di Giuseppe Tucci, ha continuato gli studi sull'Asia moderna a Delhi e ad Harvard, e lavorato in università prestigiose in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con quotidiani, periodici, televisioni e radio. Leggi la biografia completa.

Asiatica Association

Per informazioni sul libro o ordini, contattare Asiatica Association.

Ricerca
© Copyright 2012 Enrica Garzilli. Tutti i diritti riservati.